16 ottobre 2012
13 ottobre 2012
Iron Sky
The Dark Side of the Moon nasconde una colonia nazionalsocialista, il Quarto Reich. Sapevamo già che il suolo marziano, "rosso pianeta bolscevico e traditor", fu conquistato da un manipolo di eroi comandati dal Gerarca Barbagli. E adesso qui in Italia, grazie alla distribuzione cinematografica di un film indipendente, veniamo a sapere che il "prototipo di missile tedesco" fu usato pure dai tedeschi! La Luna è nazista!
(leggi UFO nazisti)
Un film di fantascienza che si rispetti deve garantire almeno almeno due elementi basilari: astronavi e satira. Due società messe alla berlina direi che mi consentano di spuntare la seconda voce dalla lista, viene canzonata la dottrina nazista e ampiamente anche la società moderna, la politica e quelli che dovrebbero rappresentare il popolo. Arianizzazione e corsa agli approvvigionamenti. La distruzione per garantire l'ascesa della "razza dominante" mette in scena il Götterdämmerung, una nave spaziale nazista che per funzionare sfrutta gli smartphone. La star war finale direi che soddisfi la "questione astronavi".
Cosa nasconde effettivamente la faccia oscura della Luna? No, sul serio, apriamo una piccola parentesi paranormale. What's on the Far Side of the Moon? Una risposta la possiamo trovare:
Sono presenti molte citazioni e non manca l'umorismo. Si passa da Il grande dittatore di Chaplin a battute più disimpegnate. Per il mix commedia e sci-fi mi ha richiamato alla mente il film turco (più parodistico che satirico) G.O.R.A. di Ömer Faruk Sorak e scritto/interpretato da Cem Yılmaz.
"Sono nero, ma ora sono bianco. Sono stato sul lato oscuro della Luna, ma ora sono tornato. E nazisti verranno a ucciderci tutti. E voialtri vi pentirete amaramente di non essermi stati a sentire!"
Valutando gli effetti speciali straordinari presenti in Iron Sky viene da riconsiderare tutta la cinematografia hollywoodiana piena di star & dollaroni, a questo punto cominciano ad essere anche nazi nostri (!!! che sottotitolone quello italiano, tra parentesi!!!!). Con budget neanche comparabili si ottengono queste meraviglie grafiche?
11 ottobre 2012
[•REC]3: Génesis
Questo è l'anno dei finti prequel, ancora ci arrovelliamo per scoprire se Ridley Scott intendesse farne uno su Alien mentre Paco Plaza se ne esce con [•REC]3: Génesis, un titolo tutto dal sapore di antefatto. In realtà la parola Génesis non va intesa "come tutto ebbe inizio" ma piuttosto bisogna vederla come parabola dell'origine, il "morbo" che si diffonde. Infatti quasi di sfuggita (un televisore inquadrato per caso) vengono mostrate le immagini in diretta del famoso edificio del primo capitolo, lasciandoci intendere una certa contemporaneità tra le due vicende.
Brevissimo, i minuti passano velocemente. Arrivato alla fine volevo assolutamente vederne ancora un po'. Diverte e diverte. Ci sono tanti elementi nuovi, non presenti negli altri due film, che non sto ad elencare così come non sto a dirvi di quanto sia stata forte l'autoironia mostrata. Fiquo, in sostanza. Un horror che si guarda più che volentieri. Bravi gli attori che, anche se non ho detto nulla sulla storia e sui personaggi, sono la chiave del racconto. Con una principessa e un cavaliere come loro al centro della scena tutto il resto passa in secondo piano, pure le viscide bestie.
Una delle reazioni indotte nello spettatore, "e prendi quella cazzo di spada", è dovuta ad una serie di inquadrature in cui una spada ammicca bellamente in tutta la sua utilità. Utilità causata dalla schiera di bestie sbavanti ansanti sul collo dello sposo. Lo spettatore, che è furbo, sa già cosa ciò significhi in termini di spettacolarità e la richiesta più che lecita viene SPOILER soddisfatta. Fantastico, e non vi dico della motosega con motore a miscela... un sincero grazie. FINE SPOILER.
09 ottobre 2012
Boston Streets
La coppia Ethan Hawke/Mark Ruffalo mi incuriosiva un poco, associazione di attori insolita per un gangster movie. Non riuscivo ad immaginarmeli nei panni di ragazzacci alle prese con la mala. Sicuro il primo proprio per niente, mentre Ruffalo un pizzico "disadattato" poteva sembrarlo. Tutte e due grandi attori, quindi questo mettersi in gioco fa parte del mestiere, però qui il tiro è risultato troppo azzardato. Infatti la visione ha confermato questo mio sospetto, una prova scialba per entrambi (Ruffalo meglio just a little bit).
Di crime movie validi, innovativi e tutte le cose belle di questo mondo, ce ne sono parecchi. In tutte le salse: infiltrato FBI, traditori, pentiti, POV poliziotti e gangster... chi più ne ha più ne metta. E anche questo What Doesn't Kill You presenta una trama già vista e sentita. Ma quello che più mi è dispiaciuto è stato il mancato coinvolgimento, 100 minuti di totale distacco. Aiuto! Troppo disconnesso, le varie parti staccano troppo tra loro per collocazione temporale e contesto. Buone le idee, i mezzi c'erano e il risultato è stato questo pseudo-gangster movie.
07 ottobre 2012
Niels Henrik David Bohr, banalmente Niels Bohr
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"È sbagliato pensare che lo scopo della fisica sia di trovare com'è la natura. La fisica riguarda ciò che possiamo dire riguardo la natura." non ha neanche robe da citare minimamente equiparabili alle perle del Genio |
Oggi Google mi ha rubato l'idea di dedicare un pensiero ad un grande scienziato, e su questo potrei anche sorvolare. Ma il fatto che Niels Bohr sia stato preferito al genio Max Planck non mi è andato tanto giù. Va bene che Niels "faccia da mafioso" Bohr intese la complementarità dell'aspetto ondulatorio e corpuscolare della luce, ma lui ha mai vinto un Nobel? Si, l'ha vinto, ma non è questo il punto...
Lascio cadere la questione solo perché il suo allievo era Heisenberg.
(altre info)
05 ottobre 2012
The Evil Dead
In anteprima mondiale, in pochi l'hanno già visto: La casa di Sam Raimi.
La casa di Sam Raimi è il cult per definizione. Per definizione cult è "un'opera che ha superato il livello del successo per arrivare a quello di notissima icona sociale, spesso al di là dei mezzi economici impiegati per produrla e malgrado il suo successo o insuccesso commerciale e critico" (wiki). Realizzato con 350.000 bucks, venerato da orde di zombie, dalla maggior parte dei demoni conosciuti (principalmente per via del Necronomicon ex mortis), da streghe, nani e burattini... ma anche da una buona fetta di fan dell'horror... entra di diritto nella schiera dei cult movies più importanti di sempre. Contrariamente a quanto si possa pensare, il film non è entrato in questa famigerata schiera solo per il basso budget, ma anche e soprattutto per le idee dannatamente brillanti di quel genio di Sam Raimi e per la presenza di Bruce "fucking" Campbell, nei panni di Ash.
Delle tante cose nominabili, quelle che bisogna tentare di non dimenticare sono: una botola, una motosega e un libro in vera pelle umana. Per associazione di oggetti e scene si può implementare la lista in questo modo: catena/botola, ascia/motosega e stop motion/Necronomicon.
E poi: trucco del demone (foto)/catena/botola, splatter/ascia/motosega e decomposizione dei demoni/stop motion/Necronomicon. E continuare così fino al completamento della lista di cose da nominare, cioè finché non viene citato tutto il film. Del lato tecnico bisogna assolutamente ricordare la strepitosa inquadratura in soggettiva della presenza demoniaca, inventata totalmente da Raimi e chiamata shakeycam. Il punto di vista che terrorizza lo spettatore, di uno spirito risvegliato da versi arcani emessi dal nastro magnetico. Proprio da questo incomincio ad elogiare l'impianto sonoro della pellicola. Una notte terrificante piena di rumori di sottofondo spaventosi. Ogni effetto sonoro è fondamentale: il rumore metallico delle catene (prima per la botola, poi nella scena della motosega), lo sbattere assillante della panca contro la parete della casa, gli impercettibili suoni della foresta, le voci, la risata.04 ottobre 2012
Karl Ernst Ludwig Max Planck, detto Max
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"La scienza non può svelare il mistero fondamentale della natura. E questo perché, in ultima analisi, noi stessi siamo parte dell'enigma che stiamo cercando di risolvere." |
Max fu capace di passare dall'ipotesi quantistica alla pura teoria quantistica, come fosse uno scherzo. Di lui si ricordano tante cose e in questo giorno di memoria ne approfitto per ricordare solo qualche sciocchezza. Colui che cambiò la concezione della materia, meriterebbe almeno mille parole. Grazie a lui oggi vediamo l'atomo sotto un altro punto di vista. Dei giorni d'oggi gli sarebbero piaciuti i Daft Punk e la pizza surgelata Buitoni®. Ma ai suoi tempi era un duro. Max fu un pianista superbo, un filosofo e un premio Nobel. Scienziato di professione. Dà il nome a varie "robe fisiche", tipo la Costante di Planck, l'Unità di misura di Planck, la Lunghezza di Planck, la Massa di Planck, il Tempo di Planck, la Temperatura di Planck, la Carica di Planck, la Densità di Planck, la Potenza di Planck, la Legge di Planck, la Scala di Planck, il Cane di Planck, il Diario di Anna Planck, la Tettonica a Planck, le Planck (scarpe)... a Max piaceva dare un nome ad ogni cosa. Oggi è il tuo giorno Max, grazie. Grazie per averci fatto cambiare punto di vista sull'atomo.
p.s: "detto Max" non è una cazzata che mi sono inventato io, vedete un po'
03 ottobre 2012
Premio Blog Diamond
Special post per ringraziare doverosamente il blog Dita D'Inchiostro per aver fatto di questo blog un blog con un premio. Il post nomination di Panssj.
- Citare chi ha creato questo premio: Roberta-Roby Beauty, che ha creato il premio per il raggiungimento delle 100 followers sul suo blog.
- Essere iscritti al mio blog.
- Premiare 5 blogger e ringraziare chi vi ha assegnato il premio: grazie Dita D'Inchiostro blog. Grazie Panssj.
Nomino i successori, tra quelli che ho scoperto solo recentemente:
# Bibliomania
# Freezone
# La Firma Cangiante
# Le maratone di un bradipo cinefilo
# Le spugne non hanno giornate no
Vi regalo anche una Diamond song:
Il domani che verrà - The Tomorrow Series
Oddio cosa mi è venuto in mente di guardare questo "film".
Tratto da un libro facente parte di una serie Tomorrow, the "Tomorrow series". Che non ho letto, purtroppo. Quindi questo Tomorrow, When the War Began si preannuncia essere solo il primo capitolo di una saga di film... e col cazzo che ne vedo altri!
Totalmente indirizzato ad una certa fascia di pubblico, non ho capito bene quale ma sicuramente a quelli che hanno letto il libro. La trama in realtà è molto semplice: scoppia una guerra. E no, i militari super addestrati con mitraglioni della madonna, non riescono ad ammazzare facilmente quattro pischelli... no-no-no-no!
Comunque guardatelo, consigliatissimo, obbligatorio... per dire, il remake de La città verrà distrutta all'alba diventa un capolavoro al confronto.
29 settembre 2012
Hara-Kiri: Death of a Samurai
Peter Jackson ha trovato la location che riesce a fargli esprimere tutto il suo potenziale. La sua location. Nelle sue terre evoca l'universo fantasy di Arda come se ci avesse sempre vissuto. Il Giappone feudale è l'Arda di Takashi Miike. In quel contesto storico si gira e rigira come meglio crede, dando pieno sfogo alla sua inventiva.
Così come era successo con 13 assassini, anche con questo Ichimei viene rispolverato un vecchio lungometraggio degli anni '60, rivitalizzandolo con una linfa carica di miglioramenti. Il tocco di colore, tinte marcate e accese, cattura l'attenzione degli occhi. Il suono lieve e quasi impercettibile enfatizza i passaggi cruciali: i taiko che da lontano annunciano la verità del dramma in corso: tutto vero, sta succedendo.
Il genere di film che abbiamo di fronte combina i costumi e le tradizioni tipiche del Jidai-geki con le forti emozioni proprie del film drammatico. Il "drama" esplora il conflitto caratteriale dei personaggi attraverso dialoghi (il silenzio fa parte del dialogo) e con pochi momenti di vera azione, ma anche in quelli regna la teatralità dei movimenti, modellando una forma cinematografica di pièce teatrale. L'umanità delle persone viene posta in primissimo piano, privando l'onore del samurai di ogni valore e senso logico, tanto da farmi considerare l'intero prodotto una stupenda opera umanista, in cui la dignità della persona viene scaraventata in faccia allo spettatore.
Le difficoltà economiche affrontate dai protagonisti rendono questa storia molto attuale, per il periodo di crisi che stiamo vivendo nei nostri giorni. Da questo aspetto e anche per il lato umano, richiama un film visto recentemente Win Win di Thomas McCarthy. Per il connubio tra i generi Jidai Geki e dramma, invece bisogna assolutamente citare The Twilight Samurai di Yôji Yamada.
Siamo nel 1634, anno 11 dell'era Kan'ei. Un samurai di nome Hanshiro Tsugumo chiede udienza presso la dimora di un nobile signore locale, con la precisa richiesta di ottenere una fine degna, onorando il rito, facendo seppuku nel cortile d'ingresso nella casa del clan. Qui gli viene detto di un ronin di nome Chijiiwa Motome che si presentò da loro per lo stesso motivo. E incomincia il racconto.
"Io sarei pazzo?
Io, semplicemente, vivevo.
Aspettando la primavera."
Io, semplicemente, vivevo.
Aspettando la primavera."
27 settembre 2012
The Five-Year Engagement
La storia dei five-year engagement tra Tom e Violet. Il matrimonio viene rinviato sempre a causa di qualche eclatante imprevisto. E se all'inizio la fatidica data sembrava imminente, con il passare degli anni diventa sempre più un miraggio. Il contorno di questa relazione portante è composto dalla professione come chef di Tom e dal dottorato in Psicologia Sociale di Violet. Come dessert invece, una scatola di vecchie ciambelle.
Filmone. Una grande pellicola che può vantare una sceneggiatura scritta nientepopodimeno che dalla coppia d'oro Jason Segel & Nicholas Stoller. Non che le pellicole possano vantarsi, in genere si spera che non lo facciano. Ma questa decisamente potrebbe farlo... se fosse uomo, ché vantarsi è una prerogativa loro, decisamente potrebbe farlo. Si sviluppa ordinatamente in un arco temporale abbondante, che vede momenti tesi (in cui bisogna prestare massima attenzione) e momenti di totale distensione (in cui si ride a crepapelle), ed evolvendo sempre più in una pellicola di grande spessore. In breve risulta profonda e divertente. Praticamente ho riso dall'inizio alla fine, anche quando non c'era da ridere, molto sulle mie corde.
Attori principali: impossibile non parlare di loro due. Due stramaledetti geni. Emily Blunt e Jason Segel. Sebbene Emily Blunt non venga ampiamente impiegata in commedie, il suo potenziale nel genere risulta essere veramente enorme, un'attrice che sa essere veramente divertente. È britannica, dopotutto. Anche nei drammoni, la sua vena comica mi colpisce sempre... Il grande Jason Segel non ha bisogno di presentazioni, gigante come sempre. In tutti i film ci dovrebbe essere Jason Segel come protagonista...
Attori secondari: non che sia fondamentale saperlo, sempre che ve ne freghi qualcosa obviously e non voglio rovinare la sorpresa qualora vi imporasse quindi potete pure non leggere il seguito, sono presenti due miei personaggi cult. Chris "fratello Abbott" Pratt, della serie che probabilmente solo io seguivo, Everwood; l'altro il per sempre cazzone Spike di Notting Hill, Rhys Ifans. Ci tenevo a evidenziare la loro presenza.
Visto grazie alla segnalazione tempestiva de Il Cinema Spiccio di Frank Manila.
Da domani nei migliori cinema!
26 settembre 2012
La leggenda del cacciatore di vampiri
Che Abraham Lincoln fosse un cacciatore di vampiri si poteva anche immaginare. Era una notizia che aleggiava nell'aria già da tempo. Ma che fosse anche un dongiovanni non c'era proprio da aspettarselo... Torniamo alla storia, quella che inspiegabilmente non viene menzionata nei libri. L'America è un paese di mondo e lo è sempre stato, pure nel 1850s. Varie etnie in contatto grazie alle rotte commerciali: europee, sud-africane, sud-americane, orientali e vampiri. Abe uccide i vampiri. E lo fa con l'ascia. Personalmente lo facevo più un tipo da balestra, by the way.
Ma veniamo al tema scottante. Perché un presidente tutto pieno di discorsi come lui, ce l'ha tanto con queste povere creature? Gli hanno forse ucciso la madre? Questa discriminazione nei loro confronti da parte del presidente che disse basta alla schiavitù, è a dir poco intollerabile. Perché loro non possono stare sullo stesso piano di un comune mortale? Solo perchè mangiano le persone? O perchè succhiano il sangue? Beh se è per queste ultime due cose, chi siamo noi per giudicarli?
Devo dire di essere stato tratto in inganno dal titolo originale Abraham Lincoln: Vampire Hunter, perché mi ha ricordato questo titolo qui. Ed è stata la principale causa che mi ha spinto a recuperare questa pellicola. Se cercavate una vera recensione, mi dispiace che non l'abbiate trovata tra queste righe, ma non tutto può essere detto...
24 settembre 2012
Win Win
Il lavoro, i soldi... non sta andando granché bene per l'avvocato Mike Flaherty. E la sua squadra di wrestling scolastica, che allena nel tempo libero, non ha vinto nemmeno una gara. Con una mossa azzardata si fa nominare tutore del vecchio Leo, per ricevere un assegno mensile di 1500 verdoni. Ma le cose si complicano e la sua vita, e quella della sua famiglia, si intreccia con quella del giovane nipote di Leo, Kyle, scappato di casa.
Il vero protagonista della storia non è tanto Mike, o qualche componente della sua famiglia, ne tanto meno il povero e inquietante Leo ("Super spooky"), ma è questo strano ragazzino che piomba nelle loro vite. Kyle con il suo essere silenzioso, il suo chiamare tutte le persone per nome, il fumare, i tatuaggi, l'arrangiarsi con i propri soldi, sembra essere più maturo di quanto l'età anagrafica possa suggerire. In buona parte la spiegazione deve essere ricercata nell'ambiente in cui è cresciuto, alla madre tossicodipendente e al patrigno violento.
"Kid is so freaking cool"
Il sincero legame che viene a crearsi tra il giovane e il nuovo nucleo familiare che lo ospita temporaneamente, porta in superficie aspetti caratteriali tipici, ma poco sfruttati dalle persone.
La solidarietà mostrata nei confronti di Kyle, certo in un primo momento dovuta più al senso di colpa di Mike e poi al profitto sportivo, diventa molto molto di più, tramutando in affetto vero. Il sostegno materno che la vera madre non gli ha presumibilmente mai dato, riesce a trovarlo nella moglie di Mike, sempre pronta a confortare: "Hey. We all do stupid things. But the good news is you got another chance. And you're kicking butt. That's the way to do it.". Perfino il gesto disperato di Mike non riesce, alla lunga, a rompere questa alchimia formatasi tra loro. Ottima l'idea di inserire il divertente dude Terry (Bobby Cannavale) e il vice-coach Vig (Jeffrey Tambor) per alleggerire la narrazione e spezzare con piacevoli battute la linea drammatica della storia. Viva Stemler!!!!Paul Giamatti è un attore straordinario. Di solito lo dico per centinaia di altri attori ma lui lo è particolarmente. Nella sua carriera ha ricoperto ruoli parecchio differenti tra loro, sa trasformarsi ed essere sempre l'interprete migliore. Finora non mi è ancora capitato di rimaner deluso da una sua rappresentazione, nemmeno quando veste i panni del "cattivo". Perfetto.
22 settembre 2012
The Tall Man
C'era una volta un videogioco chiamato Silent Hill, avanti anni luce rispetto ogni film horror. Tirandone via la vena horror, le atmosfere agghiaccianti e le ambientazioni stile Stati di allucinazione, e ancora mantenendone un livello al 10% di thriller e aggiungendo un paio di cucchiaiate di colpi di scena... il signor regista e sceneggiatore Pascal Laugier ha creato The Tall Man.
La prima parte del film mi ha fatto discretamente innervosire: apparentemente tutto così scontato ma che poi ci sono i colpi di scena, quindi si aggiustano le carenze di sceneggiatura... ennò!!! Cazzo alcune scene sono intollerabili, a pelle non le ho rette. Ma cose semplici tipo SPOILER quando Julia Denning (Jessica Biel) apre la portiera del furgone e le salta addosso il cagnaccio sbavoso facendola cadere a terra FINE SPOILER, dai ma per favore! (e potrei continuare con altre scene innocue che mi hanno fatto saltare i nervi. Pochi film ci riescono).
Unica cosa che salvo è il tenente, credo dell' FBI, inquadrato in quattro scene e che perciò non viene sciolto nella melma acida come la stragrande maggioranza dei personaggi. Grazie, altrimenti non finivo neanche la visione.
Anche i "cambi di frontiera", come cerotti per tenere insieme spezzoni di storia sparsi e persi in giro, non mi sono piaciuti. Laugier non è riuscito a stare dietro ai troppi ribaltamenti. La seconda parte è stato un mio continuo mostrare gli occhi al cielo e quando finalmente è stata data "la spiegazione", il film mi è stato definitivamente sui coglioni. Va contro la mia ragione poter accettare una morale di questo tipo. No, io non ci sto! E per di più, basta con 'sto cazzo di moralismo nei film dell'orrore (anche se questo non è un horror). Scusate lo sfogo.
21 settembre 2012
The Bourne Legacy
Prima cosa. Premetto di non essere un fan della serie "The Bourne...". Non sono mai riuscito a farmi piacere Matt Damon in quel ruolo simil-action. E per ciò ho visto solo spezzoni sparsi del primo, "The Bourne #1", e qualche cosa mi ricordo dal "The Bourne #3". Quindi non parto prevenuto nella visione di questo quarto capitolo della fortunata serie.
Me ne frega proprio una mazza. Totale indifferenza.
Seconda cosa, vedo molto meglio nel ruolo questo nuovo volto Hollywoodiano, presente ormai in ogni film. Dappertutto. Ti giri e ti becchi Jeremy Renner, metaforicamente sciocchi. Come l'altro giorno che vedevo un trailer sulla versione piena di streghe di Hansel & Gretel, e mi sono subito detto che caspita dovevo vederlo... e il protagonista di quel "Hansel and Gretel: Witch Hunters" non era altri che Jeremy Renner!! E mi sta anche simpatico, tutto sommato mi piace (riflessione abbastanza profonda).
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| Locandina ufficiale: e anche lì c'è Jeremy Renner. Il primo un alternative poster, altri in questo sito. |
Terza cosa questo film mi ha divertito, un po' lento a decollare ma piacevole. "The Bourne #4" è sviluppato sulla falsa riga di State of Play, me lo ha ricordato tantissimo e difatti dopo lunghe e faticose ricerche qui, ho scoperto che il signor sceneggiatore è lo stesso... ma vaffa*****. Questo tipo di film viene bistrattato ma serve; se non vuoi un action action ma un action diluito, senza ghiaccio, solo questo tipo di film te lo può offrire. Anzi solo Tony Gilroy. Non troppo estremo e potrebbe piacere ai più. Cioè ok, pieno e divertente, con tanti attoroni.
Quarta cosa, Voto: *
* I voti mi hanno stancato, d'ora in poi ci sarà un sistema binario thumbs-up or thumbs-down. Piaciuto, non piaciuto, Consigliato, non consigliato. Più intuitivo e diretto. Aloha!
Variazione: il sistema binario!
Stan says: "Il sistema numerico decimale usato per attribuire il voto crea fondamentalmente un grosso problema: l'indecisione! Ti trovi indeciso su quale dei ben dieci numeri devi scegliere. La maggior parte delle volte poi ti ritrovi a dover decidere tra due voti (tipo tra il sei e il sette o tra l'otto e il nove), così alla fine opti per la mezzeria (il ",5"). Ma con ciò non fai altro che duplicare il numero di cifre da scegliere, rendendo ancora più ampia l'indecisione..."
Ma fuck! perciò ho deciso di abbandonare definitivamente la votazione, senza dover passare minuti e minuti a pensare a un fottutissimo numero e finalmente guadagnando prezioso tempo da spendere guardando il muro! Ed ecco cosa adotterò, un sistema binario thumbs-up or thumbs-down. Piaciuto, non piaciuto, Consigliato, non consigliato. Più intuitivo e diretto. Aloha!
p.s.: non è una votazione. Non è una questione di solo nero o solo bianco. Lo vedete da voi, sono verdi e rossi...
20 settembre 2012
Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi
Quando ero piccolo andavo in fissa per due film in particolare: Bigfoot e i suoi amici e Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi. Tralasciamo per il momento i buoni gusti che avevo e focalizziamoci invece sul secondo titolo (il primo non ho ancora avuto il coraggio di rivederlo). Ricordo che qualcuno aveva la videocassetta e speravo sempre che la mettesse su (mettere su una cassetta era un'espressione tipica dei terrestri ai tempi del videoregistratore), mi piaceva troppo. Ogni volta che passava in TiVù credevo sempre di più nella bontà di Gesù. (sto gonfiando un po' troppo, l'ultima frase è stata scritta solo perché in rima e dal suono grazioso. Quanto detto corrisponde a verità per un abbondante 60%. Oggi questi due film rappresentano i miei cult da piccino, domani saranno sicuramente altri due e dopodomani ancora chi potrà mai dirlo... forse saranno tre)
È una commedia fantascientifica. Un gradino più in basso di Ghostbusters o Balle spaziali ma che si piazza tranquilla tranquilla sullo stesso piano del co-tematico Salto nel buio. Un genere non molto diffuso e che andrebbe preso in considerazione maggiormente. Dai, fantascienza umoristica è vita! Forse proprio da questo film è nata la mia passione per il genere.
Si dice che l'età del protagonista di una storia determini la fascia di pubblico verso la quale è indirizzata l'opera. In questo caso il titolo ci viene incontro, maggiormente quello originale Honey, I Shrunk the Kids, e ci aggiungo che sono due coppie: i bambini rivali under-ten-years-old, uno l'opposto dell'altro; e i due ragazzi teen, che quasi non si sono mai parlati pur essendo vicini di casa. Completano le due coppie di genitori (e qui i numeri diventano vertiginosi, troppi doppi-coppie-due-paia) dei protagonisti. Siccome mi sono spiegato da schifo, riprovo cercando di essere più chiaro. Una sorella maggiore e il fratellino secchione, della famiglia Szalinski; un fratello maggiore e il fratellino tabbozzo, della famiglia Thompson. Più i rispettivi genitori: Mr. Szalinski scienziato, Mr. Thompson super-sportivo-pescatore-camperista. Vicini di casa.
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Dire che il film mi è stra-piaciuto, rivedendolo ora, mi dovrebbe far preoccupare e invece me ne sbatto altamente: ancora adesso ADORO questo cazzo di film. Probabilmente sono i residui di un lavaggio mentale ormai dileguato. Le sensazioni che affiorano per cantare le loro lodi. Insomma, questo Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi ha la "facoltà di richiamare alla memoria cose vedute o apprese" nel sottoscritto. E personalmente, avendo vissuto a stretto contatto con un giardino simile con tanti insetti e bestie multiformi volanti colorate, ai tempi delle prime visioni non guardai più le formiche allo stesso modo. Grazie formichina. So long, and thanks for all the fish!
18 settembre 2012
Great Jones Street
"What is U.S. Guv? It’s a bunch of rich men playing golf. It’s big business, big army and big government all visiting each other in company planes for the sole purposes of playing golf and talking money"
Bucky Wunderlick è il protagonista di questo libro. Rockstar in crisi esistenziale senza più la passione per il mestiere, che non sente più la necessità di esibirsi di fronte al pubblico. E decide di smettere di suonare. Si ritira nell'appartamento di Great Jones Street, New York. In cerca di qualcosa di indefinito o semplicemente della solitudine indispensabile per capire se stesso, con il vantaggio di poter spezzare le comunicazioni con il mondo esterno. Ma la macchina del business è avviata da tempo ormai, e non può essere interrotta così su due piedi, i produttori fremono. Poi entra in scena la stramba Happy Valley Farm Commune.
Ritratto critico di questo pazzo mondo assurdo. Solo I Simpson riescono a raccontare l'America, attraverso la semplicità di quegli omini gialli, così limpidamente, facendo trapelare un sacco di verità. La satira che esibisce le contraddizioni del sistema e propone una versione alternativa di esistenza. Il libro di Don DeLillo per me esprime simpsonismo al 100%. C'è una questione di date da tenere in conto, visto che questo volume è stato pubblicato nel 1973 e la famiglia Simpson ha fatto la sua prima apparizione solo negli anni ottanta.
Continuando con gli sbalzi temporali passo negli anni novanta a Chuck Palahniuk, altro autore che riesce a raccontare, con acidità, la cruda realtà che circonda un personaggio, criticando la società moderna. La setta che insegue la nostra rockstar mi ha ricordato quella religiosa di Survivor. Tutto fuori dal tempo, Great Jones Street, e contemporaneamente collegato ai The 1970s, la cultura musicale degli anni d'oro. La solitudine e la totale immersione nella collettività. Scrittura corposa e spoglia. Questi sono gli elementi contraddittori presenti nel testo esplosivo. Tra le varie copertine ho scelto la cover minimalista della serie pubblicata da Picador nel 2011.
"Non c'è niente di più noioso al mondo di una persona che ha viaggiato molto. [...] Le persone che viaggiano molto a un certo punto finiscono per perdere l'anima. E queste anime vagano sperdute nella fascia d'ozono. Vengono emesse dai Jet insieme a sostanze chimiche di conclamata tossicità. Intorno alla terra c'è una fascia di anime perse. I viaggiatori sanno parlare solo di viaggi. Prima, durante e dopo." (pag. 60)
Bucky Wunderlick è il protagonista di questo libro. Rockstar in crisi esistenziale senza più la passione per il mestiere, che non sente più la necessità di esibirsi di fronte al pubblico. E decide di smettere di suonare. Si ritira nell'appartamento di Great Jones Street, New York. In cerca di qualcosa di indefinito o semplicemente della solitudine indispensabile per capire se stesso, con il vantaggio di poter spezzare le comunicazioni con il mondo esterno. Ma la macchina del business è avviata da tempo ormai, e non può essere interrotta così su due piedi, i produttori fremono. Poi entra in scena la stramba Happy Valley Farm Commune.
Ritratto critico di questo pazzo mondo assurdo. Solo I Simpson riescono a raccontare l'America, attraverso la semplicità di quegli omini gialli, così limpidamente, facendo trapelare un sacco di verità. La satira che esibisce le contraddizioni del sistema e propone una versione alternativa di esistenza. Il libro di Don DeLillo per me esprime simpsonismo al 100%. C'è una questione di date da tenere in conto, visto che questo volume è stato pubblicato nel 1973 e la famiglia Simpson ha fatto la sua prima apparizione solo negli anni ottanta.
Continuando con gli sbalzi temporali passo negli anni novanta a Chuck Palahniuk, altro autore che riesce a raccontare, con acidità, la cruda realtà che circonda un personaggio, criticando la società moderna. La setta che insegue la nostra rockstar mi ha ricordato quella religiosa di Survivor. Tutto fuori dal tempo, Great Jones Street, e contemporaneamente collegato ai The 1970s, la cultura musicale degli anni d'oro. La solitudine e la totale immersione nella collettività. Scrittura corposa e spoglia. Questi sono gli elementi contraddittori presenti nel testo esplosivo. Tra le varie copertine ho scelto la cover minimalista della serie pubblicata da Picador nel 2011.
"Non c'è niente di più noioso al mondo di una persona che ha viaggiato molto. [...] Le persone che viaggiano molto a un certo punto finiscono per perdere l'anima. E queste anime vagano sperdute nella fascia d'ozono. Vengono emesse dai Jet insieme a sostanze chimiche di conclamata tossicità. Intorno alla terra c'è una fascia di anime perse. I viaggiatori sanno parlare solo di viaggi. Prima, durante e dopo." (pag. 60)
16 settembre 2012
Brave
"Where dark woods hide secrets, and mountains are fierce and bold. Deep waters hold reflections of times lost long ago. I will heed every story, take hold of my own dream. Be as strong as the seas are stormy and proud as an eagle's scream. I will ride, I will fly. Chase the wind and touch the sky. I will fly, chase the wind and touch the sky."
The Bear and the Bow
L'orso e l'arco, presenti nel titolo provvisorio pensato per questo Pixar, potrebbero essere considerati erroneamente i protagonisti morali della storia. Bensì sono solo degli ingredienti, insieme alle barbe rigogliose, ai tavoli di legno e ai fuochi fatui. Perchè i veri protagonisti della pellicola, sono i capelli rossi e ricci della principessa Merida. Essi sono stati curati meticolosamente, credo che quelli dello studio californiano abbiano realizzato in CGI ogni capello singolarmente, curandone luce forma e movimento. AWESOME!!!
Poi, si, vabbè, vengono Merida, la madre e gli altri personaggi. E la storia. Ma prima i capelli, non scordiamo! Allora, ci troviamo nelle Highlands scozzesi, nel regno DunBroch del Re Fergus e della Regina Elinor. I due hanno quattro figli: tre piccoletti (praticamente anonimi) e la sorella maggiore, già citata, Merida. Non so da che parte della storia cominciare così dico... Un bel giorno Merida deve scegliere un marito tra la vasta gamma offertale dall'epoca, ovvero tra i primogeniti di Lord MacGuffin, Lord MacIntosh o Lord Dingwall. Disgustata da questa costrizione cerca di ribellarsi alla tradizione. Dapprima cercando di vincere la sua stessa mano al tiro con l'arco (essa è un grande tiratrice con l'arco - titolo provvisorio, ricordate il titolo provvisorio!!!-), segue fervente litigio con la madre, poi percorrendo la strada facile della stregoneria. Chiede ad una strega di poter cambiare il suo destino.
Ma strega = furbizia, furbizia = inganno, inganno = bocca asciutta. E fondamentalmente magia = maledizione. Ricordate che se mai lungo il vostro cammino incontriate per caso una strega e il vostro morale non sia propriamente dei migliori, per via di un matrimonio forzato o di un duro litigio, applicate la classica tecnica del "oddio ma che ore si sono fatte, ho lasciato il gatto sul fuoco e devo dare da mangiare alla pentola... le tre! devo proprio andare".
SPOILER - La madre, severa e diligente che negli anni ha inculcato alla figlia una rigida educazione, diventa un orso, rozzo e fetido. Accortasi dell'ENORME errore, "A witch turned mom into a bear. It's not my fault ", Merida rimane vicina alla creatura metamorfica, nella sperduta foresta. In cerca della strega svanita nel nulla, ma che le lascia dolcemente un messaggio in segreteria, "Fate be changed. Look inside, mend the bond torn by pride", riesce a ricollegare un gesto precedentemente compiuto in segno di rabbia, un taglio netto della the family tapestry, come la causa di tale malefatta vicenda. - FINE SPOILER
Un messaggio forte in questo film d'animazione, che mi sento di elevare a messaggio assoluto, per quanto riguarda un film d'animazione o un film in generale. Siate padroni del vostro destino o lottate per esserlo. Questo è quello che ci insegna Merida e per una volta è la giovane e inesperta, ma ribelle, protagonista (ah, i capelli sono i veri protagonisti!!!) la figura più saggia della storia, a discapito della madre inflessibile e conservatrice. La rottura delle tradizioni può considerarsi un perfetto corollario della tematica principale (del destino stretto in mano) per completare una favola che di favola ha ben poco (malgrado gli orsi).
Tutta la storia si può considerare come una costruzione atta a sostenere questi messaggi principali e per farlo gli sceneggiatori hanno corso il rischio di dover calpestare suoli già esplorati. Le numerose citazioni, ricorrenti nei film Pixar, sono eccezioni affascinanti. Divertenti spunti. Non poche battute esilaranti. Mark Andrews, Steve Purcell (Sam & Max e la grafica dei primi due Monkey Island), Brenda Chapman e Irene Mecchi sono persone cool. Non è un lavoro di John Lasseter, che qui non ha né diretto né scritto, ma me ne faccio una ragione. Per ultima cosa devo assolutamente rafforzare un assioma: Brave graficamente è la crème de la crème. La grafica computerizzata ha raggiunto livelli spaventosi. Voto: 8,5
"Legends are lessons. They ring with truths."
The Bear and the Bow
L'orso e l'arco, presenti nel titolo provvisorio pensato per questo Pixar, potrebbero essere considerati erroneamente i protagonisti morali della storia. Bensì sono solo degli ingredienti, insieme alle barbe rigogliose, ai tavoli di legno e ai fuochi fatui. Perchè i veri protagonisti della pellicola, sono i capelli rossi e ricci della principessa Merida. Essi sono stati curati meticolosamente, credo che quelli dello studio californiano abbiano realizzato in CGI ogni capello singolarmente, curandone luce forma e movimento. AWESOME!!!
Poi, si, vabbè, vengono Merida, la madre e gli altri personaggi. E la storia. Ma prima i capelli, non scordiamo! Allora, ci troviamo nelle Highlands scozzesi, nel regno DunBroch del Re Fergus e della Regina Elinor. I due hanno quattro figli: tre piccoletti (praticamente anonimi) e la sorella maggiore, già citata, Merida. Non so da che parte della storia cominciare così dico... Un bel giorno Merida deve scegliere un marito tra la vasta gamma offertale dall'epoca, ovvero tra i primogeniti di Lord MacGuffin, Lord MacIntosh o Lord Dingwall. Disgustata da questa costrizione cerca di ribellarsi alla tradizione. Dapprima cercando di vincere la sua stessa mano al tiro con l'arco (essa è un grande tiratrice con l'arco - titolo provvisorio, ricordate il titolo provvisorio!!!-), segue fervente litigio con la madre, poi percorrendo la strada facile della stregoneria. Chiede ad una strega di poter cambiare il suo destino.
Ma strega = furbizia, furbizia = inganno, inganno = bocca asciutta. E fondamentalmente magia = maledizione. Ricordate che se mai lungo il vostro cammino incontriate per caso una strega e il vostro morale non sia propriamente dei migliori, per via di un matrimonio forzato o di un duro litigio, applicate la classica tecnica del "oddio ma che ore si sono fatte, ho lasciato il gatto sul fuoco e devo dare da mangiare alla pentola... le tre! devo proprio andare".
SPOILER - La madre, severa e diligente che negli anni ha inculcato alla figlia una rigida educazione, diventa un orso, rozzo e fetido. Accortasi dell'ENORME errore, "A witch turned mom into a bear. It's not my fault ", Merida rimane vicina alla creatura metamorfica, nella sperduta foresta. In cerca della strega svanita nel nulla, ma che le lascia dolcemente un messaggio in segreteria, "Fate be changed. Look inside, mend the bond torn by pride", riesce a ricollegare un gesto precedentemente compiuto in segno di rabbia, un taglio netto della the family tapestry, come la causa di tale malefatta vicenda. - FINE SPOILER
Un messaggio forte in questo film d'animazione, che mi sento di elevare a messaggio assoluto, per quanto riguarda un film d'animazione o un film in generale. Siate padroni del vostro destino o lottate per esserlo. Questo è quello che ci insegna Merida e per una volta è la giovane e inesperta, ma ribelle, protagonista (ah, i capelli sono i veri protagonisti!!!) la figura più saggia della storia, a discapito della madre inflessibile e conservatrice. La rottura delle tradizioni può considerarsi un perfetto corollario della tematica principale (del destino stretto in mano) per completare una favola che di favola ha ben poco (malgrado gli orsi).
Tutta la storia si può considerare come una costruzione atta a sostenere questi messaggi principali e per farlo gli sceneggiatori hanno corso il rischio di dover calpestare suoli già esplorati. Le numerose citazioni, ricorrenti nei film Pixar, sono eccezioni affascinanti. Divertenti spunti. Non poche battute esilaranti. Mark Andrews, Steve Purcell (Sam & Max e la grafica dei primi due Monkey Island), Brenda Chapman e Irene Mecchi sono persone cool. Non è un lavoro di John Lasseter, che qui non ha né diretto né scritto, ma me ne faccio una ragione. Per ultima cosa devo assolutamente rafforzare un assioma: Brave graficamente è la crème de la crème. La grafica computerizzata ha raggiunto livelli spaventosi. Voto: 8,5
"Legends are lessons. They ring with truths."
15 settembre 2012
Prometheus
La razza aliena presente in questa pellicola di Ridley Scott, ricopre un ruolo che può essere equiparato a quello dell'eroe greco. La navicella spaziale Prometheus naviga verso il pianeta di questa civiltà extra-terrestre, nella missione che si prefigge di svelare ogni verità sulle origini dell'uomo. Prendere la fiamma della conoscenza.
Sul lontano pianeta l'equipaggio scelto del Prometheus entra in contatto con un'altra forma di vita, un organismo mutaforma nero. Dopo varie metamorfosi questo prende le sembianze di uno Xenomorfo. Per questo motivo il film può essere considerato un prequel del famoso Alien.
Tanti propositi, con un'intenzione di base fondamentalmente buona, ma con una frettolosità nel raccontare che deteriora la qualità del film. Solo se fosse durato dieci volte di più probabilmente ne sarebbe risultato un prodotto più esauriente, con maggiori spiegazioni. Alla fine uno rimane con diecimila dubbi, estasiato dall'impatto visivo e discretamente amareggiato.
Paga una sceneggiatura non perfetta? Alcune cose potevano benissimo evitarle o magari concedere più spazio per esempio al personaggio interpretato da Charlize Theron, che avrei visto benissimo come upgrade della Ellen Ripley di Sigourney Weaver, soprattutto dopo gli speranzosi primi minuti. Purtroppo non è stato così (e vale anche per altri attori che non mi hanno mai convinto e che speravo ricoprissero altri ruoli).
12 settembre 2012
Lesbian Vampire Killers
Che l'horror british demenziale fosse su livelli stratosferici si era capito già da tempo. Lesbian Vampire Killers si piazza in un girone di serie inferiore, ma merita tutta la nostra attenzione. Senza dare alcun fastidio, esso è. Le pellicole indipendenti hanno paradossalmente una marcia in più, proprio per l'assenza di vincoli produttivi corrosivi, e riescono a tramutare l'assenza di budget in una forma differente di inventiva. Poi mettiamoci il tipico umorismo britannico e splendide forme femminili mezze nude. Guardabilissimo e godibilissimo, grandissimo.
Fletch e Jimmy, in cerca di conforto si recano in uno sperduto villaggio afflitto da un'antica maledizione. Il conforto che cercano lo trovano in un gruppo di studentesse strafighe in vacanza proprio nello stesso posto.
Tanto per la cronaca, nel ruolo di co-protagonista è presente James Corden, coinquilino del Dottore nella puntata The Lodger. Praticamente lo stesso ruolo di amico e spalla, la maniera con cui fa colpo sul pubblico è pressoché identica, ugualmente straordinario. Presente pure nella sesta stagione, dodicesima puntata, Closing Time. British is cool.
Scoperto grazie all'ottima recensione letta su Il Circolino Dei Nerd.Fletch e Jimmy, in cerca di conforto si recano in uno sperduto villaggio afflitto da un'antica maledizione. Il conforto che cercano lo trovano in un gruppo di studentesse strafighe in vacanza proprio nello stesso posto.
Tanto per la cronaca, nel ruolo di co-protagonista è presente James Corden, coinquilino del Dottore nella puntata The Lodger. Praticamente lo stesso ruolo di amico e spalla, la maniera con cui fa colpo sul pubblico è pressoché identica, ugualmente straordinario. Presente pure nella sesta stagione, dodicesima puntata, Closing Time. British is cool.
11 settembre 2012
Hot Tub Time Machine
Non sono un fanatico del titolo originale, 'ché solo quello è giusto o imprescindibile. Non sono il tipo che si scandalizza per il titolo stravolto, quello semplice, compagnone e simpaticone. Ma credo proprio che comincerò ad utilizzare solo i titoli in lingua originale.
Sono un fanatico dei viaggi temporali. Adesso più che mai sono convinto che Woody Allen abbia conosciuto di persona Vincent Van Gogh e che la locandina del suo film ne sia un indizio. Mi sono esaltato con Vincent and the Doctor.
E di viaggi temporali e titoli sbagliati parla questo movie. I titoli sbagliati sono di quelli peggiori roba tipo il film si intitola Hot Tub Time Machine e uno lo chiama Un tuffo nel passato. I viaggi temporali sono di quelli stile Ritorno al futuro, cioè che ti cancelli dalla foto se tizio non bacia cosa e da cosa nasce coso.
Sono citati i Poison. E c'è Crispin Glover che disperatamente cerca di farsi strappare un braccio rendendo la cosa una delle più avvincenti del film. Appare Cornelius Crane Chase! Poi ci sono attori presi appositamente per colpire tutto il pubblico: dai gay, ai teen, al macho e al sacrestano. Troppo idiota come film, neanche etichettabile come parodico. Cristo i viaggi nel tempo, citazioni potentissime, pensi a che meraviglia di film sarà e invece è una misera occasione sprecata, una cretinata eccessivamente irritante, che odio... voto, cinque. (battute che fanno ridere ci sono, don't worry)
Sono un fanatico dei viaggi temporali. Adesso più che mai sono convinto che Woody Allen abbia conosciuto di persona Vincent Van Gogh e che la locandina del suo film ne sia un indizio. Mi sono esaltato con Vincent and the Doctor.
E di viaggi temporali e titoli sbagliati parla questo movie. I titoli sbagliati sono di quelli peggiori roba tipo il film si intitola Hot Tub Time Machine e uno lo chiama Un tuffo nel passato. I viaggi temporali sono di quelli stile Ritorno al futuro, cioè che ti cancelli dalla foto se tizio non bacia cosa e da cosa nasce coso.
Sono citati i Poison. E c'è Crispin Glover che disperatamente cerca di farsi strappare un braccio rendendo la cosa una delle più avvincenti del film. Appare Cornelius Crane Chase! Poi ci sono attori presi appositamente per colpire tutto il pubblico: dai gay, ai teen, al macho e al sacrestano. Troppo idiota come film, neanche etichettabile come parodico. Cristo i viaggi nel tempo, citazioni potentissime, pensi a che meraviglia di film sarà e invece è una misera occasione sprecata, una cretinata eccessivamente irritante, che odio... voto, cinque. (battute che fanno ridere ci sono, don't worry)
08 settembre 2012
Der Knochenmann
Grottesco e da brividi, basato su situazioni che derivano da altre situazioni in un processo consequenziale composto da causa ed effetto. MacGuffin che trovano l'habitat naturale per moltiplicarsi in una colonia di elementi cruciali. Avete presente il Mistero della valigetta? In questo caso una cabriolet insolita diventa il primo oggetto del mistero. Per poi scoprire che nulla può essere più misterioso del piccolo albergo a conduzione familiare. Un cazzutissimo protagonista non sa dove sbattere la testa ma tutte le risposte gli si parano davanti. Tre peculiarità del film:
(1) dinamicità salubreAl limite della farsa, inno alle commedie nere firmate dai fratelli Coen. Peccato che in ogni singolo fotogramma trapeli la tedescosità di questa pellicola, avete presente? Un film tedesco si riconosce lontano un miglio. Der Knochenmann (il titolo internazionale è The Bone Man, ma ho lasciato quello originale, spacca).
(2) investigatore scanzonato che non vuole diventare un pianista
(3) seminario sul cannibalismo etico
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