Star Trek Into Darkness
Il primo di una lunga serie di film che mi premuravo di vedere dopo che il primo trailer pubblicizzato mi aveva messo enorme curiosità addosso. Si tratta di sequel e mai lo spettatore più scettico si trova a proprio agio con questa categoria di film, i fantomatici sequel. Ritroviamo Chrispin nei panni del capitano Kirk, Zachary John Quinto in quelli di Spock e più o meno riconfermata tutta quanta la ciurma (in evidenza il nome Simon Pegg). Pavel Chekov il più simpatico di tutta l'Enterprise, sicuramente per l'accento russo o per il volto di Anton Yelchin che ispira simpatia. Ma a fare la differenza in questa storia è Benedict Cumberbatch, grazie alla sua interpretazione del cattivo Khan questo capitolo della saga rimarrà negli annali. Il suo valore recitativo abbiamo imparato ad apprezzarlo a pieno quando veste i panni di Sherlock nell'omonima serie televisiva britannica (affiancato dallo straordinario Martin Freeman) e non c'è da stupirsi se adesso lo vediamo giganteggiare in un film di grossa portata in un ruolo da antagonista (quelli più difficili da interpretare). Cumberbatch è il motivo per cui bisogna vedere il film. Tra le varie comparse spicca una stella della fantascienza/azione Peter "Robocop" Weller. Come si sarà capito il cast vasto e variopinto concede molti piaceri. Adesso parliamo degli effetti speciali: sono bellissimi. Star Trek Into Darkness è di forte impatto visivo (fantastica la scia lasciata dall'astronave quando raggiunge la velocità di curvatura) e le scene d'azione sono altamente coinvolgenti.
| La velocità di curvatura più figa di sempre |
| Benedict Cumberbatch e Simon Pegg |

