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10 novembre 2013
10 ottobre 2013
Kickboxer - Il nuovo guerriero
Un campione americano va in Thailandia inseme al fratello per battere un rinomato avversario di alto livello. Battendosi contro di lui però rimane paralizzato e il fratello (Jean-Claude Van Damme) vuole compiere vendetta ma non prima di aver imparato il Muay Thai. L'unico insegnante disposto ad aiutarlo è un anziano signore che vive da eremita in una foresta. Qui Kurt Sloane (Jean-Claude Van Damme) impara tecniche a lui sconosciute per poter affrontare finalmente il temibile Tong Po.
Uno dei miei preferiti con Jean-Claude Van Damme. La trama riprende la storia di Rocky IV, Ivan Drago che devasta fino alla morte Apollo Creed e Rocky che giura vendetta con relativo allenamento intensivo in un paese straniero. Le differenze sono che non si tratta di boxe ma di Muay Thai (e Jean-Claude ci mette un po' del suo con il karate) quindi di arti marziali. Per chi conosce la disciplina saprà quello che questo comporta poichè non ci si limita al solo allenamento fisico ma anche alla cultura e alla cura dello spirito. Il maestro, in uno stile Miyagi, addestra Van Damme in maniera completa. Si inoltrano pure nella Città Morta in mezzo alle antiche rovine per riscoprire il vero spirito. In accordo il combattimento finale viene svolto "nell' antico modo": mani avvolte con la corda intrisa di resina e pezzi di vetro.
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| il calcio rotante più spaziale della storia; la mossa a doppio pungo; pugni e calci a volontà; Jean-Claude Van Damme. | |||||
| dura troppo poco. | |||||
29 giugno 2013
La top 5 dell'ultimo mese, mese e mezzo
Siccome devo farmi perdonare la non presenza nella blogosfera da parecchi mesi a questa parte e siccome non ho avuto tanto tempo, siccome sono successe un sacco di cose, un po' di tutto e un po' di niente, ecco una topfive riassuntiva dritto per dritto:
1)
2)
3)
4)
5)
1)
L'ultimo vero BacioSecondo romanzo di Crumley letto e secondo romanzo di Crumley adorato. C.W. Sughrue rispetto a Milo è un po' più disfatto e sbronzo e con lui Crumley rompe definitivamente i legami con il poliziesco vecchio stampo targato Raymond Chandler. 309 pagine di divertimento e sarcasmo, alcune caratteristiche di Hap & Leonard le potrete trovare anche in Trahearne e Sughrue, i due protagonisti della storia. Ah, e forse è l'unica possibilità che avrete mai di leggere di un bulldog alcolizzato.
Un mio vecchio compagno di bevute se n'era tornato a casa da un vagabondaggio alcolico di un paio di settimane con una rosa tatuata sul braccio. Attorno al fiore c'era scritto «Di notte si tromba e di giorno si dorme». Sua moglie lo costrinse a farselo togliere da un chirurgo, ma quando vide la cicatrice si incazzò ancora di più. Così lui se la toccava, quella cicatrice, e poi scoppiava a ridere. Qualche anno dopo lei tentò di levargli quel sorriso con una bottiglia di vino, ma riuscì solo a fargli saltar via un paio di denti, e il ghigno del marito si fece ancor più a presa per il culo. La cosa che non riesco a capire, tuttavia, è che quei due sono ancora sposati. Lui ha ancora quel sorrisetto, e lei si incazza come il primo giorno.
James Crumley - L'ultimo vero Bacio
2)
LemmingsUn videogame che mi tormentò nel passato e che è tornato a trovarmi. Molto semplice nella grafica ma che spacca la testa del giocatore: mai termine rompicapo fu più azzeccato. Il gioco consiste nel tenere in vita il maggior numero (in alcuni livelli la quasi totalità) di lemming, impedendogli di cadere nel vuoto, e superare un certo numero di ostacoli per raggiungere l'uscita del livello. A dare spunto ai creatori e programmatori di questo platformer, Dave Jones e Mike Dailly, fu una credenza popolare secondo la quale questi esserini si suiciderebbero gettandosi nei burroni per evitare la sovrappopolazione della specie nei periodi di carestia. Quindi lo scopo del gioco è l'esatto opposto, dare freno a questo loro istinto suicida.
3)
ChocolateRivisto su Rai4 il film Chocolate. Guardando film di botte e imitando le tecniche dell'accademia vicino casa, una ragazzina autistica impara le arti marziali. Spacca il culo a suon di calci ad un sacco di brutta gente che deve dei soldi alla madre (ammalata e bisognosa di cure dispendiose). Vedere dei buoni e sani calci rotanti è sempre un piacere.
4)
Idolo
5)
Proverbio
La massima: "A criticà, in bun tucc".
12 maggio 2012
Mortal Kombat: Legacy
![]() regia Kevin Tancharoen sceneggiatura Ed Boon anno 2011 genere Arti marziali Samantha Tjhia ↝ Kitana Jolene Tran ↝ Mileena Ryan Robbins ↝ Raiden Ian Anthony Dale ↝ Scorpion Kevan Ohtsji ↝ Sub-Zero Shane Warren Jones ↝ Cyrax Fraser Aitcheson ↝ Baraka Matt Mullins ↝ Johnny Cage Darren Shahlavi ↝ Kano Jeri Ryan ↝ Sonya Blade Michael Jai White ↝ Jax Briggs | Mortal Kombat: Rebirth All'origine prefazione di un possibile film, poi un plausibile episodio pilota di una web series. Di fatto rimane un cortometraggio che introduce personaggi rudi, molto meno fantasy (rispetto alle prime trasposizioni cinematografiche), in una storia sufficientemente realistica. Crudo e cattivo. Risultato impressionante che stende grazie alla combinazione di tratti horrorifici, clima thriller e dinamiche action. L'intenzione del regista (e ballerino e coreografo) Kevin Tancharoen è quella di stimolare una grossa casa di produzione (Warner Bros.) a riprendere in mano Mortal Kombat per una nuovissima trasposizione, più viva e affascinante. La reazione del pubblico è stata entusiastica ma la big Bros. gli concesse di girare solo una serie ad episodi. Mortal Kombat: Legacy Il torneo di Mortal Kombat è il filo conduttore di ogni episodio, in maniera implicita poichè vengono presentati i "candidati" (ciascuno nel suo episodio dedicato) prima dell'inizio effettivo della competizione - un come ci sono arrivati - senza mai scostarsi dal modello introdotto nello strepitoso prologo Mortal Kombat: Rebirth. Della trama non racconto nulla perchè la magia sta tutta nella bravura di regista e soci nel narrare le varie vicende. Gli episodi sono nove, tutti reperibili su YouTube, scritti da Tancharoen, Todd Helbing e Aaron Helbing. Universo completamente rinnovato, un restyling che non si limita ai personaggi cardine della serie videoludica ma che straripa nelle nuove tecniche cinematografiche con stupendi effetti speciali. Su tutti gli episodi, in particolare (anche se li ho trovati tutti deliziosi), ho preferito il sesto dedicato a Raiden e il settimo/ottavo (stesso episodio diviso in due parti) per la storia di Scorpion and Sub Zero. |
10 ottobre 2011
The Blade
I due operai forgiatori, dipendenti della fabbrica, sono On e Testa di Ferro. Mentre si recano al villaggio per commerciare i prodotti della manifattura lame, incappano nell'aggressione di un monaco da parte di brutali banditi locali. Testa di Ferro lancia una sfida ai crudeli, irato dalla vista del corpo morto del monaco. Primo punto a sfavore della manifattura lame.
Si sviluppa contemporanemente la storia di On, la ricerca dell'identità del padre e dell'assassino tatuato, capace di volare, conosciuto sotto il nome di Fei Lung. Secondo punto a sfavore della manifattura lame.
Dall'unione di questi due punti scaturiscono le circostanze che portano alla perdita del braccio di On. Questo, mortalmente ferito rimane costretto ad abbandonare la manifattura. Una giovane ragazza povera, di nome Testa Nera, si prende cura di lui, dandogli le cure necessarie. Passa il tempo e così incomincia la nuova povera vita dello "storpio" On. Solo poi, scoprendo un antico libro lacero, presumibilmente riguardante le arti marziali, raggiunge una completa intesa e una perfetta destrezza nel maneggiare la spada tronca di quella che fu un tempo la spada di oltre 100 libbre del padre. Da qui segue una lenta ascesa verso una risolutiva vendetta.
Cinepresa movimentata, negli scontri permette al ruolo dell'azione di stare in primissimo piano; le successioni di immagini vengono così rese a tratti confusionarie. Stile sperimentale per il regista che ci delizia del suo punto di vista riguardo al genere "cappa e spada" orientale. Il livello di oscuramento di talune sequenze, come la narrazione frammentata (pur rimanendo cronologicamente lineare) e la voce narrante femminile fuori campo, potrebbero ricordare Ashes of Time di Wong Kar-wai.
The Blade è un rifacimento di un film molto popolare in Cina dal titolo One-Armed Swordsman, considerato il primo film Wuxia ad aver introdotto con risalto la figura di un violento eroe disagiato abile nel maneggiare le spade.
Si sviluppa contemporanemente la storia di On, la ricerca dell'identità del padre e dell'assassino tatuato, capace di volare, conosciuto sotto il nome di Fei Lung. Secondo punto a sfavore della manifattura lame.
Dall'unione di questi due punti scaturiscono le circostanze che portano alla perdita del braccio di On. Questo, mortalmente ferito rimane costretto ad abbandonare la manifattura. Una giovane ragazza povera, di nome Testa Nera, si prende cura di lui, dandogli le cure necessarie. Passa il tempo e così incomincia la nuova povera vita dello "storpio" On. Solo poi, scoprendo un antico libro lacero, presumibilmente riguardante le arti marziali, raggiunge una completa intesa e una perfetta destrezza nel maneggiare la spada tronca di quella che fu un tempo la spada di oltre 100 libbre del padre. Da qui segue una lenta ascesa verso una risolutiva vendetta.
Cinepresa movimentata, negli scontri permette al ruolo dell'azione di stare in primissimo piano; le successioni di immagini vengono così rese a tratti confusionarie. Stile sperimentale per il regista che ci delizia del suo punto di vista riguardo al genere "cappa e spada" orientale. Il livello di oscuramento di talune sequenze, come la narrazione frammentata (pur rimanendo cronologicamente lineare) e la voce narrante femminile fuori campo, potrebbero ricordare Ashes of Time di Wong Kar-wai.
The Blade è un rifacimento di un film molto popolare in Cina dal titolo One-Armed Swordsman, considerato il primo film Wuxia ad aver introdotto con risalto la figura di un violento eroe disagiato abile nel maneggiare le spade.
19 settembre 2011
I tre dell'operazione Drago
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