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04 dicembre 2013

Rurouni Kenshin


Adattamento cinematografico del manga (e anime) scritto e disegnato dal fumettista giapponese Nobuhiro Watsuki. La storia racconta del terribile assassino Hitokiri Battōsai che scompare di scena con la fine dello shogunato Tokugawa. Da quel momento il samurai cerca la via della redenzione vagabondando per il Giappone aiutando le persone indifese, sotto il nome di Kenshin.

01 agosto 2013

30 giorni di Movies&Co - Giorno 24 - Lo scontro che hai sempre sognato

Quel "sempre" lì mi ha messo un bel po' in difficoltà. Quando ero piccolo mi inventavo tanti di quei duelli epici tra i personaggi più disparati ma sinceramente non mi ricordo più niente. Così per l'occasione me ne sono inventati un paio:


Yusuke Urameshi contro Freezer: una battaglia a colpi di raggi astrali. Solo in questo modo si vedrebbe chi dei due spara meglio con il dito.



Mugen contro Zoro: un duello fra spadaccini come Dio comanda. Scontri fra spade sono sempre stati quelli che più mi appassionano e sicuramente questo sembra promettere bene. In realtà di One Piece ho visto solo pochi episodi quendo cominciarono a trasmetterlo in Italia e per una cosa e per l'altra non ho avuto il tempo di seguire la serie; Samurai Champloo mi piacque parecchio, vista per intero e sorprendente sotto vari punti di vista.


Tutti i partecipanti al "30 giorni di..." e tutti i chiarimenti necessari (informazioni utili che non sono in grado di darvi), li potete trovare a questo link - Prevalentemente Anime e Manga -.

11 ottobre 2012

[•REC]3: Génesis


Questo è l'anno dei finti prequel, ancora ci arrovelliamo per scoprire se Ridley Scott intendesse farne uno su Alien mentre Paco Plaza se ne esce con [•REC]3: Génesis, un titolo tutto dal sapore di antefatto. In realtà la parola Génesis non va intesa "come tutto ebbe inizio" ma piuttosto bisogna vederla come parabola dell'origine, il "morbo" che si diffonde. Infatti quasi di sfuggita (un televisore inquadrato per caso) vengono mostrate le immagini in diretta del famoso edificio del primo capitolo, lasciandoci intendere una certa contemporaneità tra le due vicende.

Brevissimo, i minuti passano velocemente. Arrivato alla fine volevo assolutamente vederne ancora un po'. Diverte e diverte. Ci sono tanti elementi nuovi, non presenti negli altri due film, che non sto ad elencare così come non sto a dirvi di quanto sia stata forte l'autoironia mostrata. Fiquo, in sostanza. Un horror che si guarda più che volentieri. Bravi gli attori che, anche se non ho detto nulla sulla storia e sui personaggi, sono la chiave del racconto. Con una principessa e un cavaliere come loro al centro della scena tutto il resto passa in secondo piano, pure le viscide bestie.

Una delle reazioni indotte nello spettatore, "e prendi quella cazzo di spada", è dovuta ad una serie di inquadrature in cui una spada ammicca bellamente in tutta la sua utilità. Utilità causata dalla schiera di bestie sbavanti ansanti sul collo dello sposo. Lo spettatore, che è furbo, sa già cosa ciò significhi in termini di spettacolarità e la richiesta più che lecita viene SPOILER soddisfatta. Fantastico, e non vi dico della motosega con motore a miscela... un sincero grazie. FINE SPOILER.

29 settembre 2012

Hara-Kiri: Death of a Samurai


Peter Jackson ha trovato la location che riesce a fargli esprimere tutto il suo potenziale. La sua location. Nelle sue terre evoca l'universo fantasy di Arda come se ci avesse sempre vissuto. Il Giappone feudale è l'Arda di Takashi Miike. In quel contesto storico si gira e rigira come meglio crede, dando pieno sfogo alla sua inventiva.

Così come era successo con 13 assassini, anche con questo Ichimei viene rispolverato un vecchio lungometraggio degli anni '60, rivitalizzandolo con una linfa carica di miglioramenti. Il tocco di colore, tinte marcate e accese, cattura l'attenzione degli occhi. Il suono lieve e quasi impercettibile enfatizza i passaggi cruciali: i taiko che da lontano annunciano la verità del dramma in corso: tutto vero, sta succedendo.


Il genere di film che abbiamo di fronte combina i costumi e le tradizioni tipiche del Jidai-geki con le forti emozioni proprie del film drammatico. Il "drama" esplora il conflitto caratteriale dei personaggi attraverso dialoghi (il silenzio fa parte del dialogo) e con pochi momenti di vera azione, ma anche in quelli regna la teatralità dei movimenti, modellando una forma cinematografica di pièce teatrale. L'umanità delle persone viene posta in primissimo piano, privando l'onore del samurai di ogni valore e senso logico, tanto da farmi considerare l'intero prodotto una stupenda opera umanista, in cui la dignità della persona viene scaraventata in faccia allo spettatore.

Le difficoltà economiche affrontate dai protagonisti rendono questa storia molto attuale, per il periodo di crisi che stiamo vivendo nei nostri giorni. Da questo aspetto e anche per il lato umano, richiama un film visto recentemente Win Win di Thomas McCarthy. Per il connubio tra i generi Jidai Geki e dramma, invece bisogna assolutamente citare The Twilight Samurai di Yôji Yamada.

Siamo nel 1634, anno 11 dell'era Kan'ei. Un samurai di nome Hanshiro Tsugumo chiede udienza presso la dimora di un nobile signore locale, con la precisa richiesta di ottenere una fine degna, onorando il rito, facendo seppuku nel cortile d'ingresso nella casa del clan. Qui gli viene detto di un ronin di nome Chijiiwa Motome che si presentò da loro per lo stesso motivo. E incomincia il racconto.
"Io sarei pazzo?
Io, semplicemente, vivevo.
Aspettando la primavera."

12 settembre 2012

Lesbian Vampire Killers

Che l'horror british demenziale fosse su livelli stratosferici si era capito già da tempo. Lesbian Vampire Killers si piazza in un girone di serie inferiore, ma merita tutta la nostra attenzione. Senza dare alcun fastidio, esso è. Le pellicole indipendenti hanno paradossalmente una marcia in più, proprio per l'assenza di vincoli produttivi corrosivi, e riescono a tramutare l'assenza di budget in una forma differente di inventiva. Poi mettiamoci il tipico umorismo britannico e splendide forme femminili mezze nude. Guardabilissimo e godibilissimo, grandissimo.

Fletch e Jimmy, in cerca di conforto si recano in uno sperduto villaggio afflitto da un'antica maledizione. Il conforto che cercano lo trovano in un gruppo di studentesse strafighe in vacanza proprio nello stesso posto.

Tanto per la cronaca, nel ruolo di co-protagonista è presente James Corden, coinquilino del Dottore nella puntata The Lodger. Praticamente lo stesso ruolo di amico e spalla, la maniera con cui fa colpo sul pubblico è pressoché identica, ugualmente straordinario. Presente pure nella sesta stagione, dodicesima puntata, Closing Time. British is cool.

Scoperto grazie all'ottima recensione letta su Il Circolino Dei Nerd.

23 luglio 2012

The Twilight Samurai



regia Yôji Yamada
sceneggiatura Yôji Yamada, Yoshitaka Asama
soggetto Shûhei Fujisawa
anno 2002
genere Drammatico
cast Hiroyuki Sanada, Rie Miyazawa, Nenji Kobayashi, Ren Osugi, Mitsuru Fukikoshi, Hiroshi Kanbe





Tasogare Seibei
- Il samurai del crepuscolo -
Siamo nel periodo Edo dello Shogunato Tokugawa, verso la fine dell'epoca dei samurai. Ma la guerra tra i clan, ciascuna con regole ferree, ancora è in atto. In quel momento rischiare la vita per una questione di clan risulta veramente assurdo. Non è assurdo invece il motivo per cui Seibei decide di compiere un incarico rischioso. La sua rendita mensile di 50 koku non gli permette la tranquillità. La sua dura vita è iniziata a diventare sempre più ardua con la tisi presa dalla moglie. Con la morte della donna il nostro samurai si è trovato solo a badare alle due giovani figlie e all'anziana madre (affetta dal morbo di Alzheimer). La sua abilità con la spada nel corso degli anni è risultata sempre più inutile, pur rimanendo sempre un ottimo samurai. Dal carattere calmo, l'animo gentile, senza nessuna ambizione personale e con l'unico scopo di crescere le figlie che vede solo dopo la giornata lavorativa, con il crepuscolo.



Una bellissima poesia sui valori assoluti di un uomo: la salute, il mestiere e la famiglia. Capire questi valori e rispettarli fanno la differenza tra un semplice uomo e un uomo semplice. Un uomo semplice ha tutto. L'umiltà del samurai Seibei dimostra proprio questo, la sua forza depositata per fare spazio alla pazienza, possibile solo grazie all'amore per le figlie. Il sensei Yoji Yamada ci insegna questo e molto altro, in questa bellissima poesia.

9

02 luglio 2012

L'armata Brancaleone



regia Mario Monicelli
sceneggiatura Age e Scarpelli, Mario Monicelli
soggetto Age e Scarpelli, Mario Monicelli
anno 1966
genere Commedia, Avventura, Comico, Grottesco, Storico
cast Vittorio Gassman
Gian Maria Volontè
Carlo Pisacane
Gianluigi Crescenzi
Ugo Fangareggi
Catherine Spaak
Folco Lulli
Barbara Steele
Luigi Sangiorgi
Maria Grazia Buccella
Enrico Maria Salerno






Una delle poche cose certe riguardo al nostro paese è che il cinema nostrano degli anni sessanta-settanta, spaccava. Un'altra delle cose certe è che la pasta come la fanno qui da noi non la fanno da nessuna altra parte. Un'altra cosa ancora è che se c'è Italia - Germania, vince l'Italia (e anche in questo Europeo abbiamo insegnato calcio ai mangiacrauti, si ma vuoi na volta due tre ma non imparano mai?! duri di comprendonio. E anche agli inglesi "calcio perfetto, evviva i nostri stadi". Sulla finale di ieri non dico niente).

« Oh, gioveni! Quando vi dico "sequitemi miei pugnaci", dovete sequire et pugnare! Poche fotte! Se no qui stemo a prenderci per le natiche. »

E questo è uno di quei film di quegli anni, diventato ormai famosissimo. Credo che tutti almeno una volta abbiano sentito il solo titolo, magari non tutti l'hanno visto, ma il titolo... e anche la canzoncina: Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon! Fiii...Bum! OKey?
Brancaleone da Norcia, avventuriero per circostanza, cavaliere nell'anima, inetto di professione, parte per le Puglie alla ricerca dello ricco Feudo. Seguito dai suoi "soci" - tali in quanto all'accordo fatto di spartire in parti uguali le ricchezze del feudo di Aurocastro in Puglia - attraversa lo - in questo post mi viene da usare "lo" al posto di "il", apparentemente per nessun motivo - Bel Paese. Ma vuoi lo spirito dello nostro protagonista o l'intemperanza dello malo caballo Aquilante, prima di arrivare nella terra rossa si perdono in questo e quello - come direbbero gli Eelst, musici dello moderno tempo -. Insomma: imprevisti, deviazioni di percorso e circostanze paradossali.
Personaggio stampato sul volto di Vittorio Gassman, prestazione strepitosa sia nella recitazione espressiva che verbale, con quella stramba parlata pseudolatina-volgare-dialettale e medievale. Medioevo nelle locazioni tipiche italiche, oggigiorno (che comprende il '66) mete turistiche ormai rinomate, e Medioevo negli splendidi costumi eccellenti, stupendamente vissuti ed comicamente esagerati. Medioevo pure nello spirito, zitti zitti e cacchi cacchi Age, Scarpelli e Monicelli hanno fatto una bella panoramica del nostro paese che fu, certo con qualche incongruenza storica (poche), facendo trapelare perfettamente il clima dell'epoca. Manigoldi, guardate!
Lo cavaliere tiene al gruppo come un comandante di una nave tiene alla propria ciurma e alla fine pure il manipolo di scapestrati lo riconosce come tale. Questa, signori e signore è l'armata di Brancaleone. Un'armata veloce et ardita che sia veltro e lione al tempo istesso!
Ormai il termine è entrato nel linguaggio comune: "io e te semo 'n'armata brancaleone" no scherzo; questa "armata brancaleone riesce ad arrivare in finale" o "partito organizzato come un'armata brancaleone" o "l'armata brancaleone che governa il paese".
Questo film non è circoscrivibile ad un solo genere cinematografico, perchè riesce ad essere commedia e dramma, avventuroso e comico, maccheronico e grottesco. Per le molteplici similitudini con il Don Chisciotte della Mancia di Cervantes, si potrebbe quasi definirlo picaresco. Sarebbe un grosso delitto racchiudere in un solo campo un film tanto completo. Non ha bisogno di limiti. Non so voialtri ma al mio modesto parere, quando ciò accade, considero l'opera un Capolavoro.

DOV' E' IL PIGLIO DELL'UOMO D'ARMI ?
VIA LE GRANDI LORDURE !
VIA GLI STRACCI PENDULI,
LE "CACCAVELLE" E I VELLI.
DISCIPLINA.
FUORI I PETTI,
SIAMO L'ARMATA BRANCALEONE, SANGUE DI GIUDA.


9

01 maggio 2012

Star Wars: Episodio I - II - III - IV - V - VI

Tanto tempo fa in una galassia lontana, lontana...




regia George Lucas
sceneggiatura George Lucas
soggetto George Lucas
anno 1999
genere Fantascienza, Azione
cast Liam Neeson, Ewan McGregor, Natalie Portman, Jake Lloyd, Ray Park, Ian McDiarmid, Pernilla August, Hugh Quarshie, Frank Oz, Ahmed Best
Episodio I - La minaccia fantasma

"Gravi tumulti hanno travolto la galassia a causa della tassazione sulle rotte mercantili verso i sistemi stellari periferici. L'ingorda federazione dei mercanti, sperando di risolvere la questione, ha schierato micidiali astronavi da guerra per impedire tutte le spedizioni nel piccolo pianeta di Naboo. Mentre il congresso della Repubblica discute senza sosta l'allarmante succedersi degli eventi, il cancelliere supremo ha inviato segretamente nella Galassia due Cavalieri Jedi, i guardiani della pace e della giustizia, per risolvere il conflitto."

La prima parte dell'universo starwarsiano vien presentata ad intervalli di varia lunghezza, si passa dalle vicende riguardanti la Federazione dei Mercanti in alleanza con i Sith, alla fuga della regina Amidala sotto la protezione dei cavalieri Jedi. La narrazione viene tenuta in vita proprio grazie a questo scambio, sequenze relativamente brevi e numerose senza eccessi sconvolgenti di velocità. Ampio spazio viene dedicato al capitolo tenuto sul pianeta Tatooine, con particolare risalto dato alla corsa degli sgusci. Questa gara presenta aspetti straordinari dal punto di vista tecnico: audio ed effetti speciali al massimo livello, molto coinvolgente. Di notevole importanza anche il duello/triello tra i due cavalieri Jedi protagonisti e il guerriero Sith, Darth Maul; nel mentre la regina riesce ad ottenere l'aiuto del popolo dei Gungan per affrontare una guerra contro i droidi nemici. Fine con Obi-Wan che diviene il maestro di Anakin e la pace regna sul regno.

Episodio II - L'attacco dei cloni

"C'è grande agitazione nel Senato della Galassia. Molte migliaia di sistemi stellari hanno dichiarato la loro intenzione di staccarsi dalla Repubblica. Il movimento separatista, capeggiato dal misterioso conte Dooku, sta rendendo arduo al limitato numero di Cavalieri Jedi mantenere la pace e l'ordine nella galassia. La senatrice Amidala, ex regina di Naboo, fa ritorno al Senato della Galassia per votare su una questione cruciale: la fondazione di un ESERCITO DELLA REPUBBLICA in appoggio ai Jedi in difficoltà..."

Dieci anni dopo Obi-Wan Kenobi maestro del giovane padawan Anakin Skywalker. Lo spirito ribelle del ragazzo si comincia ad intravedere. Anche se questo aspetto secondo me poteva essere elaborato in modo diverso, la differenza tra ragazzo buono e ragazzo cattivo appare ridicola, anche colpa dell'attore non perfetto per il ruolo. La narrazione si divide in due, un filone che segue le gesta di Obi-Wan alla ricerca del cacciatore di taglie - parte che dà al film un connotato thriller - e un altro filone, sentimentale, circa la relazione tra Anakin e la senatrice Padmé Amidala. Mentre l'aspetto thriller riesce bene, quello sentimenta-lat-oscuro non convince appieno. Sul finale comunque, a parti riunite (ma che poi si ridivideranno, attenzione), tutto tende ad essere sbrigativo. Anche in questo secondo episodio si hanno notevoli cambi di scena con intermezzi full action. Muta pure in videogioco. Se solo avessi avuto un joypad... Destinato ad essere un film di mezzo, e non un film a sé stante come solo alcuni episodi della serie riescono ad essere.


regia George Lucas
sceneggiatura George Lucas
soggetto George Lucas
anno 2002
genere Fantascienza, Azione
cast Ewan McGregor, Hayden Christensen, Natalie Portman, Christopher Lee, Ian McDiarmid, Samuel L. Jackson, Temuera Morrison, Jimmy Smits, Peter Mayhew, Silas Carson, Bruce Spence, Frank Oz, Ahmed Best



regia George Lucas
sceneggiatura George Lucas
soggetto George Lucas
anno 2005
genere Fantascienza, Azione
cast Ewan McGregor, Hayden Christensen, Natalie Portman, Christopher Lee, Ian McDiarmid, Samuel L. Jackson, Pernilla August, Temuera Morrison, Daniel Logan, Frank Oz, Matthew Wood
Episodio III - La vendetta dei Sith

"È guerra! La Repubblica crolla sotto gli attacchi dello spietato Signore dei Sith, conte Dooku. Si contano eroi in ambedue gli schieramenti. Il Male è ovunque. Con un'azione spettacolare, il malvagio comandante dei droidi, generale Grievous, è entrato nella capitale della Repubblica e ha rapito il cancelliere Palpatine, capo del Senato della Galassia. Mentre l'Esercito Separatista di Droidi cerca di abbandonare la capitale assediata insieme al prezioso ostaggio, due Cavalieri Jedi sono alla testa di un'impresa disperata: liberare il Cancelliere prigioniero..."

È guerra. Molta più azione, molti più duelli e molta più devastazione. Il lato oscuro adesso più palpabile assorbe il "debole" Anakin "Darth Vader" Skywalker. Film veloce come pochi ma dal clima quasi ottimale per il passo definitivo, con questo si conclude la nuova trilogia e si prepara il campo per la vera trilogia originale. Precursore degli avvenimenti narrati nel quarto episodio, questo film alza di un spanna il livello del precedente - e meno incisivo - capitolo, permettendo finalmente di assaporere una buona porzione di Guerre Stellari quelle vere però. Tutto in crescendo rispetto al fiacco secondo capitolo, recitazione matura e più seria - complici anche le numerose battaglie e quindi i movimenti continui -, sceneggiatura più curata e con meno parti di solo parlato, e molte ma molte più astronavi (è un film di fantascienza dopo tutto, ricordiamolo). L'effetto finale è tipo: "ah, hai capito adesso!!!" (ovviamente per chi conosce già l'altra trilogia)

Episodio IV - Una nuova speranza

"È un periodo di guerra civile. Navi spaziali ribelli, colpendo da una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio impero galattico. Durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani segreti dell'arma decisiva dell'Impero, la MORTE NERA, una stazione spaziale corazzata di tale potenza da poter distruggere un intero pianeta. Inseguita dai biechi agenti dell'Impero La principessa Leila sfreccia verso casa a bordo della sua aeronave stellare, custode dei piani rubati che possono salvare il suo popolo e ridare la libertà alla galassia..."

Vedere questo film dopo aver visto la "nuova trilogia" è come prendere una boccata d'aria fresca. Ci si rende conto da subito della enorme stazza di questo episodio. Il primo della trilogia originale, l'introduttivo. La forza dei personaggi si riconosce subito appena vediamo il trio Chewbecca, Han Solo e Luke Skywalker entrare nella Morte Nera per liberare la principessa Leila. Il carattere degli attori colpisce, impossibile rimanerne indifferenti. Proprio in questo film viene anche introdotta per la prima volta la grandiosa navicella spaziale Millennium Falcon, capace di intraprendere il famoso salto nell'iperspazio, di viaggiare oltre la velocità della luce e di seminare una nave imperiale. Effetti speciali favolosi che pur essendo stati realizzati negli anni settanta ancora adesso riescono a dire qualcosa. Rispetto alla trilogia nuova si sente maggiormente l'imponenza del valore fantascientifico che questo film si porta dietro ancora a distanza di decenni. L'unica vera limitatezza si ha nei duelli a spade laser, molto più statici e modesti. Forte la presenza di Harrison Ford nel cast, con un personaggio simbolo. Non si hanno troppi avvenimenti tra i più disparati ma anzi la vicenda segue un filo logico abbastanza conciso senza troppi cambiamenti dispersivi (anche se ci sono comunque parecchie ambientazioni).


regia George Lucas
sceneggiatura George Lucas
soggetto George Lucas
anno 1997
genere Fantascienza, Azione
cast Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Alec Guinness, Peter Mayhew, David Prowse, Peter Cushing, Anthony Daniels, Kenny Baker, James Earl Jones



regia Irvin Kershner
sceneggiatura Leigh Brackett, Lawrence Kasdan
soggetto George Lucas
anno 1980
genere Fantascienza
cast Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Alec Guinness, Billy Dee Williams, Peter Mayhew, David Prowse, Anthony Daniels, Kenny Baker, James Earl Jones, Frank Oz
Episodio V - L'Impero colpisce ancora

"Sono tempi duri per la ribellione. Nonostante la Morte Nera sia stata distrutta, le truppe imperiali hanno stanato le forze ribelli dalle loro basi nascoste e le hanno inseguite attraverso la galassia. Dopo essere sfuggito alla temibile flotta stellare dell'Impero, un gruppo di combattenti per la libertà guidato da Luke Skywalker ha stabilito una base segreta sul lontano mondo di ghiaccio del pianeta Hoth. Il malvagio Lord Dart Fener, ossessionato dall'idea di trovare il giovane Skywalker, ha inviato migliaia di sonde fino ai più lontani confini dello spazio..."

L'inizio è uno dei più calmi. Niente duello subito in partenza. Ritirati sul pianeta Hoth in mezzo alla neve e al freddo, le forze dell'Alleanza riorganizzano il proprio potere. Nel frattempo l'Impero trova le loro coordinate sul pianeta e così sono costretti a fuggire. La vicenda si divide solo ora tra la storia di Luke Skywalker sul pianeta Dagobah per seguire gli insegnamenti (imparare a controllare la Forza e diventare così cavaliere Jedi) del maestro Yoda, e la fuga del Millennium Falcon con a bordo Ciube, Han e la principessa Leila. Molto lineare e senza troppe elementi dispersivi, l'episodio sviluppa le tematiche lasciate in sospeso dal precedente capitolo. Si conclude con Darth Vader che tenta l'inesperto Luke al Lato Oscuro della Forza senza però riuscirci. Un finale aperto ad un capitolo successivo, si deve recuperare l'ibernato Han Solo da Jabba the Hutt. Nel complesso meno dialoghi, meno battaglie ma molte più scene girate all'interno di navicelle spaziali. Vero protagonista del film il Millennium Falcon in concomitanza con Chewbecca, al secondo posto Lando Calrissian.

Episodio VI - Il ritorno dello Jedi

"Luke Skywalker è tornato al suo pianeta natale Tatooine nel tentativo di strappare il suo amico Ian Solo dalle grinfie del malvagio bandito, Jabba The Hutt. Luke non può sapere che l'Impero Galattico ha iniziato in gran segreto la costruzione di una nuova stazione spaziale corazzata ancora più potente della temuta Morte Nera. Una volta completata, quest'arma risolutiva segnerà la fine del pugno di ribelli che lottano per restituire la libertà alla galassia...."

Si riprende da dove si era lasciato, recuperare Han Solo da Jabba the Hutt sul pianeta Tatooine. Ibernato nella grafite è rimasto tutto questo tempo esposto come trofeo nella dimora di Jabba. Luke finalmente è diventato un cavaliere Jedi. Ogni nodo viene al pettine, con questo episodio: tutte le relazioni parentali vengono svelate. Leila e luke sono fratelli gemelli separati alla nascita per nasconderli dal padre e dall'imperatore. Volata finale. Luke come il padre sarà tentato dal Lato Oscuro ma non cederà come fece lui. Tutto si svolge perfettamente, i meccanismi erano stati già posizionati nell'episodio V e qui ogni cosa viene eseguita seguendo una narrazione da spettacolo. Il più divertente dei capitoli, forse anche il mio preferito. Partecipazione straordinaria del popolo Ewok, a completare l'universo starwarsiano già enormemente ampio. La Morte Nera sta per essere ricompletata e il trionfo finale dell'Alleanza mette fine ad ogni piano malefico dell'Impero. Il ridottissimo lato buono di Darth Vader riesce ad affiorare proprio nel finale, amore per il figlio e morte dell'imperatore. Fine.


regia Richard Marquand
sceneggiatura George Lucas, Lawrence Kasdan
soggetto George Lucas
anno 1983
genere Fantascienza
cast Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Alec Guinness, Billy Dee Williams, Peter Mayhew, David Prowse, Anthony Daniels, Kenny Baker, Sebastian Shaw, Ian McDiarmid, Denis Lawson, Jeremy Bulloch, James Earl Jones, Frank Oz



12 ottobre 2011

Zatōichi

regia. Takeshi Kitano
sceneggiatura. Takeshi Kitano
soggetto. Kan Shimozawa
anno. 2003
genere. Jidai-geki
cast. Takeshi Kitano, Yuuko Daike, Daigorō Tachibana, Gadarukanaru Taka, Michiyo Ookusu, Tadanobu Asano
Il massaggiatore cieco, chiamato Zatoichi, dalla dimora non fissa, il vizio per il gioco d'azzardo e il bastone-katana. Arriva in un paesino sconosciuto dando modo alla sua storia di intrecciarsi con quella delle due geisha in cerca di vendetta, della zia O-Ume e del nipote, e del valoroso samurai Gennosuke Hattori.
Takeshi Kitano in triplice veste di regista, sceneggiatore e attore protagonista. Il suo è un adattamento cinematografico di un celebre personaggio letterario giapponese che per l'appunto vede realizzare in patria molteplici trasposizioni sulla sua figura. Un rifacimento americano del personaggio, per farsi un'idea, è reso famoso dall'illustre Rutger Hauer nel film Furia cieca.
Il maestro Akira Kurosawa ha sempre richiamato l'attenzione dei "giovani" cineasti giapponesi, inevitabile realizzare un film in quell'ambientazione storica senza passare per film che proprio quell'ambientazione hanno magistralmente e fedelmente riprodotto. Quindi come si può capire Kitano omaggia ampiamente e giustamente il grande maestro nipponico.
Nella pellicola non mancano le parti divertenti, grazie al fantozziano nipote e al grottesco aspirante samurai che si aggira per la dimora della zia in mutandoni, urlando e impugnando una lancia. Pregevole la colonna sonora, la quale raggiunge l'apice di simbiosi con le immagini nel ritmato lavoro dei campi dei contadini e nella scena di ballo finale. Di ottimissima fattura le scene di duello tra la furia cieca e le guardie samurai, con combattimenti visivamente impressionanti.
Viene fatto largo uso del flashback per raccontare il passato dei personaggi, la principale ragione che li ha condotti in quel paesino in quel determinato momento.

10 ottobre 2011

The Blade

regia. Tsui Hark
sceneggiatura. Koan Hui, Tsui Hark, So Man-Sing
anno. 1995
genere. Wuxia
cast. Vincent Zhao, Moses Chan, Collin Chou, Xiong Xinxin
Una storia che ruota attorno alla manifattura lame, fabbrica artigianale di forgiatura lame, quali spade o coltelli di ogni dimensione e funzone, la migliore, anzi l'unica manifattura lame degna di nota. La figlia del proprietario ci racconta di due operai innamorati di lei. Dal suo punto di vista solo il vincitore tra i due sarà suo sposo.
I due operai forgiatori, dipendenti della fabbrica, sono On e Testa di Ferro. Mentre si recano al villaggio per commerciare i prodotti della manifattura lame, incappano nell'aggressione di un monaco da parte di brutali banditi locali. Testa di Ferro lancia una sfida ai crudeli, irato dalla vista del corpo morto del monaco. Primo punto a sfavore della manifattura lame.
Si sviluppa contemporanemente la storia di On, la ricerca dell'identità del padre e dell'assassino tatuato, capace di volare, conosciuto sotto il nome di Fei Lung. Secondo punto a sfavore della manifattura lame.
Dall'unione di questi due punti scaturiscono le circostanze che portano alla perdita del braccio di On. Questo, mortalmente ferito rimane costretto ad abbandonare la manifattura. Una giovane ragazza povera, di nome Testa Nera, si prende cura di lui, dandogli le cure necessarie. Passa il tempo e così incomincia la nuova povera vita dello "storpio" On. Solo poi, scoprendo un antico libro lacero, presumibilmente riguardante le arti marziali, raggiunge una completa intesa e una perfetta destrezza nel maneggiare la spada tronca di quella che fu un tempo la spada di oltre 100 libbre del padre. Da qui segue una lenta ascesa verso una risolutiva vendetta.
Cinepresa movimentata, negli scontri permette al ruolo dell'azione di stare in primissimo piano; le successioni di immagini vengono così rese a tratti confusionarie. Stile sperimentale per il regista che ci delizia del suo punto di vista riguardo al genere "cappa e spada" orientale. Il livello di oscuramento di talune sequenze, come la narrazione frammentata (pur rimanendo cronologicamente lineare) e la voce narrante femminile fuori campo, potrebbero ricordare Ashes of Time di Wong Kar-wai.
The Blade è un rifacimento di un film molto popolare in Cina dal titolo One-Armed Swordsman, considerato il primo film Wuxia ad aver introdotto con risalto la figura di un violento eroe disagiato abile nel maneggiare le spade.

03 ottobre 2011

Sword in the movie: top seven

Le pellicole erano veramente tante e purtroppo sono rimaste fuori per un soffio le seguenti pellicole, che cito in ordine sparso: Il destino di un cavaliere (Heath Ledger), Robin Hood: principe dei ladri (Morgan Freeman), Dragonheart (Dennis Quaid), La sfida del samurai (Toshirō Mifune), La tigre e il dragone (Destino Verde), Excalibur (Nigel Terry), L'ultimo samurai (Tom Cruise), Star Wars (spada laser); ecco invece la mia top seven (non è una classifica di film ma di spade):
7. The Warrior's Way . Jang Dong-gun
Il guerriero Yang fugge in America, unici bagagli che porta con se sono una neonata e una katana. Arrivato in uno sperduto paesino, sigilla la spada per impedire al suono della lama di diffondersi.
6. La storia fantastica . Mandy Patinkin
Spada commissionata dal Conte Rugen ma mai pagata. Con questa Iñigo Montoya vendica la morte del padre. Viene inoltre usata per una pratica rabdomantica.
5. Conan il barbaro . Arnold Schwarzenegger
Ero indeciso se scegliere la spada del padre di Conan, quella forgiata ad inizio film. Poi invece ho optato per la spada che Conan stesso rinviene nella tomba del Re di Atlantide. Atlantean Sword.
4. Kill Bill . Uma Thurman
Katana forgiata da Hattori Hanzō, il migliore di tutti i tempi nel forgiare lame affilatissime. La sposa viaggia fino ad Okinawa per chiedere al maestro una spada, Hanzō le concederà la migliore fra tutte le sue spade.
3. Hero . Jet Li
Senza nome addestrato all'arte della spada sin da giovanissimo. Racconta al Re come è riuscito ad ammazzare i più pericolosi assassini del regno.
2. Braveheart . Mel Gibson
Le gesta di William Wallace, guida dei ribelli scozzesi.

"... siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l'occasione, solo un'altra occasione, di tornare qui sul campo, ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita ma non ci toglieranno mai la libertà!"
1. Il Signore degli Anelli . Viggo Mortensen
Aragorn brandisce la riforgiatura di Narsil, Andúril.

"Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza... ma non è questo il giorno! Ci sarà l'ora dei lupi... E degli scudi frantumati quando l'era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest'oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra! V'invito a resistere... Uomini dell'Ovest!"