Peanuts by Charles M. Schulz
© PEANUTS 25/03/1980
05 settembre 2012
31 agosto 2012
The Exploding Girl
Abbiamo Ivy con le sua energia, formata per lo più da vitalità, paure ed incertezze. Questa energia è presente in ogni essere umano e ognuno ha un suo modo per sprigionarla. Ma assolutamente questa energia non può essere tenuta dentro, o prima o poi troverà una maniera brusca per fuoriuscire. Ivy tiene dentro sé parte di questa energia. Viene introdotto Al (e la sua spiegazione concreta della selezione naturale), dandoci la speranza che almeno lui riesca ad alleggerire Ivy da una parte di questo peso. La splendida locandina del film ritrae un hot spot della vita di Ivy.
La storia prende da vicino il sacro sentimento dell'amicizia. Sacro quanto profano, profano quanto magico. Il grande legame tiene uniti due giovani amici di lunga data, tornati dal college per la pausa primaverile. Portandosi dietro angosce ed incertezze.
Oscilloscope Laboratories è una compagnia distributrice di film indipendenti che tempo fa mi fece conoscere Bellflower. Rieccoci con la stessa compagnia con quello che considero una sorta di versione femminile di Bellflower. In un film a basso costo, con bravi attori emergenti mediamente conosciuti e una sobrietà superiore. Dimenticate lanciafiamme & Mad Max ma tenete presente la storia sentimentale scivolosa.
Con una grandissima protagonista femminile, Zoe Kazan.
La storia prende da vicino il sacro sentimento dell'amicizia. Sacro quanto profano, profano quanto magico. Il grande legame tiene uniti due giovani amici di lunga data, tornati dal college per la pausa primaverile. Portandosi dietro angosce ed incertezze.
Oscilloscope Laboratories è una compagnia distributrice di film indipendenti che tempo fa mi fece conoscere Bellflower. Rieccoci con la stessa compagnia con quello che considero una sorta di versione femminile di Bellflower. In un film a basso costo, con bravi attori emergenti mediamente conosciuti e una sobrietà superiore. Dimenticate lanciafiamme & Mad Max ma tenete presente la storia sentimentale scivolosa.
Con una grandissima protagonista femminile, Zoe Kazan.
27 agosto 2012
Twixt
Come la maggior parte delle storie anche quella di questo film nasce da un sogno. E questo film parla del sogno di uno scrittore di romanzi gotici di nome Hall Baltimore. Storie e sogni, mistura di mondo reale e mondo onirico. Il passaggio tra le due posizioni estreme rende reale una situazione intermedia, betwixt. La narrazione di Hall Baltimore si mescola con quella del narratore onnisciente (con la voce prestata da Tom Waits), fatti apparentemente reali diventano romanzo.
Strani omicidi nel paese in cui giunge lo scrittore - deve presentare il suo ultimo libro in una libreriferramenta, da queste parole intendete la sua posizione - e il detective baffuto che gli propone di scriverne un romanzo in collaborazione, proprio su quelle morti e su presunti vampiri. Il sogno con Edgar Allan Poe, unica guida in quell'inferno perduto. La figura ambigua di V., ragazzina di tredici anni dalle fattezze vampiresche , sempre più presente nella mente di Baltimore. Il campanile misterioso dai sette quadranti, tutti indicanti un orario diverso. Betwixt, il sogno il romanzo e la realtà. Fino a raggiungere una punta di vero horror, nel finale.
Coppola ritrae questo quadro gotico utilizzando colori semplici, limitando in alcune sequenze - specie in quelle oniriche - la saturazione del colore fino al risalto del rosso porpora. Sperimentando e testando e rinnovando, e pitturando immagini che rievocano Hawthorne e Poe, e richiamando in campo Val Kilmer, costruisce questa pellicola. Sembra di leggere un romanzo gotico, questo film è un libro. Questo film è di quanto più si possa avvicinare ad una cinematografizzazione di un romanzo (non so se esiste questo termine o se me lo sono inventato, ma mi rende l'idea di una trasposizione cinematografica di un romanzo fittizio), tanto che viene da pensare che se il tutto fosse scritto su carta e letto dal lettore di turno, le immagini che si creerebbero nella mente di tale lettore sarebbero esattamente quelle viste nel film. Secondo me è un'esperienza che deve essere vissuta. Twixt è tutto in questo esperimento, che va al di là della storia (alquanto semplice) e dei personaggi. Mi è piaciuto molto.
Strani omicidi nel paese in cui giunge lo scrittore - deve presentare il suo ultimo libro in una libreriferramenta, da queste parole intendete la sua posizione - e il detective baffuto che gli propone di scriverne un romanzo in collaborazione, proprio su quelle morti e su presunti vampiri. Il sogno con Edgar Allan Poe, unica guida in quell'inferno perduto. La figura ambigua di V., ragazzina di tredici anni dalle fattezze vampiresche , sempre più presente nella mente di Baltimore. Il campanile misterioso dai sette quadranti, tutti indicanti un orario diverso. Betwixt, il sogno il romanzo e la realtà. Fino a raggiungere una punta di vero horror, nel finale.
Coppola ritrae questo quadro gotico utilizzando colori semplici, limitando in alcune sequenze - specie in quelle oniriche - la saturazione del colore fino al risalto del rosso porpora. Sperimentando e testando e rinnovando, e pitturando immagini che rievocano Hawthorne e Poe, e richiamando in campo Val Kilmer, costruisce questa pellicola. Sembra di leggere un romanzo gotico, questo film è un libro. Questo film è di quanto più si possa avvicinare ad una cinematografizzazione di un romanzo (non so se esiste questo termine o se me lo sono inventato, ma mi rende l'idea di una trasposizione cinematografica di un romanzo fittizio), tanto che viene da pensare che se il tutto fosse scritto su carta e letto dal lettore di turno, le immagini che si creerebbero nella mente di tale lettore sarebbero esattamente quelle viste nel film. Secondo me è un'esperienza che deve essere vissuta. Twixt è tutto in questo esperimento, che va al di là della storia (alquanto semplice) e dei personaggi. Mi è piaciuto molto.
"... i vampiri in realta' sono streghe che succhiano il sangue." (cit.)
22 agosto 2012
L'opera struggente di un formidabile genio
Il mio interesse per il Dave Eggers scrittore è nato dopo averlo scoperto sceneggiatore - insieme alla moglie - di un film che adoro, Away we go. D'altra canto, ho sempre odiato profondamente la versione cinematografica (non conosco il libro di ispirazione scritto da Maurice Sendak) co-sceneggiata con Spike Jonze (e su cui lo stesso Maurice Sendak chiese a Eggers di scriverne una trasposizione letteraria) de Nel paese delle creature selvagge. ...così ho avvicinato L'opera struggente di un formidabile genio, dopo un lungo corteggiamento (lo vedevo lì che mi guardava quel libro, in ogni fottuta libreria).
Cosa dire? Questo romanzo racconta la storia travagliata di Dave Eggers, della sua vita prima (alcuni ricordi/aneddoti), dopo e durante la morte dei genitori. Questo in un genere che io definisco autobiografico ma che in realtà definendolo così commetto un grosso errore, perché non lo è, non è presente alcuna focalizzazione sul suo personaggio. Attraverso le sue righe noi conosciamo Toph, il fratellino orfano cresciuto con lui; Heidi e John, i genitori; Beth e Bill, sorella e fratello maggiori; e la genesi della rivista indipendente (Might), fondata insieme ai sui amici. Mentre leggiamo la storia, viviamo anche noi nell' Illinois e nella San Francisco Bay Area della "favolosa" California, siamo lì con loro. Le sue memorie. Il suo racconto della memoria.
Queste pagine sono intrise di realismo, denominato da me realismo becero o comunemente conosciuto come realismo isterico, pieno di parole che saltano fuori come le note di un pianoforte sulla cui tastiera battono fortemente le dita di un trasandato pianista. Il cordofono emette note persistenti, che rendendo ancora più profondo il colpo sull'ascoltatore, un lamento doloroso che ci prova quanto tutto possa essere entusiasmante e quanto tutto possa fare male.
Colpo al cuore quando dopo aver finito di leggere il libro ho scoperto cosa è successo alla sorella Beth, pochi anni dopo le vicende narrate da Eggers. Ci si affeziona ai personaggi di questo libro, e forse non ci rendiamo conto fino in fondo che sono persone vere, in carne ed ossa, capaci di provare quello che proviamo anche noi.
In base alle mie conoscenze dell'autore, posso affermare che le sue opere sono di quelle che si amano alla follia o che si odiano intensamente, sia che si tratti di una sceneggiatura o di un romanzo. Resta da vedere se questa mia teoria sia fondata, cosa che potrò provare solo continuando a leggere altri suoi prodotti, cosa che farò sicuramente poichè questo libro l'ho adorato alla follia. Ci si affeziona alla sua scrittura. Per quanto mi riguarda siamo 2:1, signor Eggers.
" And we will be ready, at the end of every day will be ready, will not say no to anything, will try to stay awake while everyone is sleeping, will not sleep, will make the shoes with the elves, will breathe deeply all the time, breathe in all the air full of glass and nails and blood, will breathe it and drink it, so rich, so when it comes we will not be angry, will be content, tired enough to go, gratefully, will shake hands with everyone, bye, bye, and then pack a bag, some snacks, and go to the volcano. "
16 agosto 2012
Il Vangelo secondo Biff, amico di infanzia di Gesù
Questa volta propongo un libro, cosa insolita su questo blog e il che sta solo a significare quanto questo mi abbia conquistato. Non può mancare anche una pellicola, non una a caso (come nei post precedenti), ma che in questa circostanza mi ha aiutato, mettendo in pratica la filosofia del protagonista, a scrivere questo post. Lo scrittore del romanzo in questione è Christopher Moore, mentre i registi della pellicola sono Jay and Mark Duplass. Mi è venuta voglia di accostare questo libro e questo film in primo luogo perché ho visto il film nel periodo in cui leggevo il libro, elemento determinante dato che ciò potrebbe aver influito notevolmente sulla mia immaginazione, poi per via di una somiglianza impressionante tra il Gesù di Moore e il Jeff dei fratelli Duplass. Non parliamo di somiglianze fisiche, cazzo Gesù è Gesù, ma della loro comune ricerca di un qualcosa, un segno, un destino.Tutto e tutti sono interconnessi nell'universo.
Resta puro di cuore e riconoscerai i segni.
Segui i segni e svelerai il tuo destino.
Jeff
Resta puro di cuore e riconoscerai i segni.
Segui i segni e svelerai il tuo destino.
Jeff
Andiamo in ordine e cominciamo con il parlare del romanzo Il Vangelo secondo Biff. E' GENIALE. E' fottutamente GENIALE. Implicitamente significa che Christopher Moore è un fottuto genio. Cosa c'è di così tanto brillante in questa opera? Ogni passaggio oltre a ricollegarsi ad episodi arcinoti che pure le formiche conoscono, riesce a far riflettere e allo stesso tempo piegare in due dalle risate. L'introduzione di questo personaggio Levi, detto Biff, ha fatto si che le vicende venissero romanzate e leggermente modificate per fare spazio a questo maschio beta migliore amico del Messia. Da ateo non avevo mai trovato tanto affascinante la storia della vita del Nazareno se non nel musical Jesus Christ Superstar, entrambi estremamente fantastici.
Questo vangelo rimasto inedito per duemila anni a causa di un angelo, Raziel, maldestro ed estremamente stupido, viene scritto dal protagonista risuscitato nei nostri tempi per mettere luce in quegli anni bui nella vita del Signore, da quando è nato fino ai trent'anni, dopo i quali la sua esistenza viene testimoniata dagli apostoli attraverso i loro vangeli. E come conoscere quel periodo buio se non per mezzo dell'inseparabile amico del Messia? Qui nasce il vangelo di Biff, incazzato con gli altri apostoli per non essere mai stato nominato, che ci racconta la storia di Gesù alla scoperta della Divina Scintilla. Da adorare. L'umorismo di Moore non si ferma ai personaggi buffi, quando conoscerete Biff avrete tutto chiaro, ma prosegue nelle descrizioni, dello stile di vita di quel periodo e di quel dato posto (Medio Oriente e successivamente Estremo Oriente), e in mille altre cose, passando per vari generi letterari: dal fantasy, allo storico-biografico e al caro e vecchio romanzo di formazione. Per certi versi dissacrante, alla berlina praticamente tutte le religioni del pianeta, pungente, freddure micidiali, e con personaggi alquanto sarcastici, il sarcasmo è stato inventato da Biff!
Eccoci arrivati alla pellicola. Dopo aver parlato del primo sorprendente film dei fratelli Duplass (Cyrus) qualche settimana fa, adesso è giunto finalmente il momento della loro straordinaria seconda opera. Jeff, Who Lives at Home vanta la presenza di un attore principale fantastico per ruoli del genere e il suo Jeff all'inseguimento di un Kevin che gli lasci un segno, viene perfetto alla sua stazza, il grande Jason Segel. Questo personaggio puro di cuore sfrutta una serie di eventi che casualmente gli capitano davanti per poter ottenere una risposta, capire il suo scopo nella vita. Rispondendo al telefono sente chiedere di un certo Kevin e poi una serie di eventi apparentemente casuali lo porterà verso il suo destino. Sono molto bravi i due registi a tenere alto l'interesse dello spettatore dandoci un triplice racconto, narrando la vita in ufficio della madre di Jeff (interpretata da una sempre giovane Susan Sarandon) e quella del fratello in crisi matrimoniale (Ed Helms). Inoltre ci sono quelle zoomate improvvise a inquadrare dettagli significativi, awesome! Vitale, sketch spassosi lasciano spazio a situazioni drammatiche con prontezza, riprendendo quel seriocomedy già vissuto con Cyrus, e tutto sempre con la parola avventura in appendice. Dura poco e si guarda con piacere, cosa state aspettando?![]() Voto: 8,5 | ![]() Voto: 8 |
10 agosto 2012
Per un paio di settimane, mi sono convinto di essere un limone. Mi divertivo a saltare in continuazione dentro e fuori da un gin tonic
Vi ricordate quando nel post precedente parlavo della Fantascienza Senza Effetti Speciali, bene questo film che mi è capitato di vedere è l'esatto opposto. Definibile Fantascienza Con Solo Effetti Speciali. Varie citazioni e omaggi ai Seventies Vintage Sci-Fi, quelli psichedelici patinati e stroboscopici. Tre qualità che insieme probabilmente non si sono mai viste, comunque. E il film che ne è uscito fuori sembra un miscuglio di idee venute al regista guardandosi di seguito 2001:Odissea nello spazio, 1984 il film, L'uomo che fuggì dal futuro (neanche uno psichedelico, patinato e stroboscopico, ma ok) e altri film che adesso non mi vengono in mente, tutti uno dietro l'altro. Gioco forza la sua immaginazione ha incominciato a tirargli scherzi strani... dritto in testa però, stordendolo completamente. (da qui il titolo, che per onor di cronaca mi sento di doverne citare la fonte, visto che l'altra volta mi sono dimenticato: frase presa da La vita, l'universo e tutto quanto di Douglas Adams per questo post, e da Il tristo mietitore di Terry Pratchett per il post della della scorsa volta).
Questo film era Beyond the Black Rainbow.
Poi si passa, sempre per permettere ai mattoncini del domino di proseguire il percorso minuziosamente predisposto, all'italiano film incentrato sul negozio di vecchie passioni Seventies. Tutte le cianfrusaglie raccattate, appartenute a vecchi prorprietari ormai scomparsi, messe in vendita in un bel localino a tema. Le storie amorose dei tre giovani dipendenti e di un proprietario con debiti fino al collo, sono all'ordine del film. Dai, non male. Questo, Febbre da fieno.
* troppi interrogativi, si capisce poco e un cazzo, e il nome della protagonista viene ripetuto all'ossessione. La fotografia è bella, sì... però ragazzi...
Questo film era Beyond the Black Rainbow.
Poi si passa, sempre per permettere ai mattoncini del domino di proseguire il percorso minuziosamente predisposto, all'italiano film incentrato sul negozio di vecchie passioni Seventies. Tutte le cianfrusaglie raccattate, appartenute a vecchi prorprietari ormai scomparsi, messe in vendita in un bel localino a tema. Le storie amorose dei tre giovani dipendenti e di un proprietario con debiti fino al collo, sono all'ordine del film. Dai, non male. Questo, Febbre da fieno.
![]() s.v. perché è strano... non so come spiegarlo...* | ![]() 6,5 |
* troppi interrogativi, si capisce poco e un cazzo, e il nome della protagonista viene ripetuto all'ossessione. La fotografia è bella, sì... però ragazzi...
06 agosto 2012
E questa è la stanza in cui il futuro si riversa nel passato, attreverso il batter d'occhi dell'adesso
Rieccomi, ciao. Allora, per prima cosa volevo segnalare al mondo che finalmente ho cominciato a vedere la serie britannica del Doctor Who e sono già un adepto dell'undicesimo dottore, impersonato da Matt Smith. Proprio per la sua presenza ho recuperato il film di Fantascienza Senza Effetti Speciali del regista ungherese Benedek Fliegauf dal titolo Womb. Lo dico, forse per la settima volta, che adoro il genere Fantascienza Senza Effetti Speciali, non ci sono storie forse il mio genere preferito e il migliore che mai sia stato concepito da sempre. Questo Womb riprende il tema interessante della clonazione, la sua etica e quello che comporta nelle relazioni sociali. Molto più pellicola sentimentale che fantascientifica e ricorda molto Non lasciarmi (Never Let Me Go) di Mark Romanek anche se mantiene livelli più seriosi/drammatici/maturi.
Per seguire e per consentire all'effetto domino di proseguire la sua corsa, ho recuperato un film di un altro regista ungherese, chiamato György Pálfi. Il film si intitola Taxidermia e lo dico subito non è del genere Fantascienza Senza Effetti Speciali anche se potrebbe sembrare. Grottesco in maniera innocua, ma stomachevole in maniera aggressiva. Davvero nauseante non perchè faccia schifo ma per la disciplina olimpica - visto che siamo in periodo di discipline olimpioniche - svolta dal protagonista della generazione intermedia (tre generazioni in totale narrate nel film). VOMITARE!!! Poi la chicca finale del figlioccio che si auto-imbalsama... et voilà!
Per seguire e per consentire all'effetto domino di proseguire la sua corsa, ho recuperato un film di un altro regista ungherese, chiamato György Pálfi. Il film si intitola Taxidermia e lo dico subito non è del genere Fantascienza Senza Effetti Speciali anche se potrebbe sembrare. Grottesco in maniera innocua, ma stomachevole in maniera aggressiva. Davvero nauseante non perchè faccia schifo ma per la disciplina olimpica - visto che siamo in periodo di discipline olimpioniche - svolta dal protagonista della generazione intermedia (tre generazioni in totale narrate nel film). VOMITARE!!! Poi la chicca finale del figlioccio che si auto-imbalsama... et voilà!
![]() Voto: 7,75 | ![]() Voto: 7,01 |
23 luglio 2012
The Twilight Samurai
20 luglio 2012
Cyrus
![]() regia Jay e Mark Duplass sceneggiatura Jay e Mark Duplass anno 2010 genere comedy-drama cast John C. Reilly, Marisa Tomei, Jonah Hill, Catherine Keener, Matt Walsh ![]() | Una donna che conosce un tipo ad una festa. I due cominciano a frequentarsi ma tra loro si incunea il figlio di lei, ancora troppo attaccato alla madre. Gestire la relazione per l'uomo non diventa semplice, la questione si fa delicata, a tratti abbastanza triste. Risulta quasi imbarazzante osservare quello che accade. Commedia che sa essere veramente angosciante, molto più drammatica di quanto si possa aspettare. Una serie di situazioni disagevoli che arrivano addirittura a soffocare John Kilpatrick, interpretato da un sincero John C. Reilly, gli impedendiscono di superare una fase depressiva in stallo da troppo tempo, precisamente dal divorzio con la moglie. John C. Reilly sta diventando sempre più un grande attore di quelli che piacciono a me, soprattutto dopo una serie di film come Walk Hard - La storia di Dewey Cox, Aiuto vampiro o We Need To Talk About Kevin. Il co-protagonista che da il titolo al film viene impersonato dalla stella nascente Jonah Hill, in un ruolo complesso e scomodo, che deve adattarsi per la prima volta alla lontananza e fronteggiare frequenti attacchi di panico. La super accattivante Marisa Tomei sempre perfetta, impossibile non avere una cotta per lei. La Tomei e Reilly ci regalano una delle scene più cult del decennio, quella del karaoke sulle note della "più bella canzone che sia mai stata incisa" - per citare il personaggio di John C. Reilly - Don't You Want Me del gruppo inglese The Human League, "canzone da ballare".
|
17 luglio 2012
Lockout
![]() regia James Mather, Stephen St. Leger sceneggiatura James Mather, Stephen St. Leger, Luc Besson anno 2012 genere Azione, Sci-Fi cast Guy Pearce, Maggie Grace, Peter Stormare, Lennie James, Vincent Regan, Joseph Gilgun ![]() ![]() ![]() | Un uomo nello spazio per salvare la figlia del presidente. Un milione abbondante di carcerati incazzati. L'astronave di sfondo è il penitenziario spaziale MS One. Bisogna sapere che i prigionieri del penitenziario spaziale vengono tenuti in stasi, per anni dentro cubicoli, riportando chissà quali danni mentali. La figlia del presidente si trova lì per studiare gli effetti di questa stasi quando si accende la rivolta. L'uomo chiamato ad aiutarla deciderà di salire sulla MS One soprattutto per risolvere una questione personale. ![]() Le sceneggiature scritte da Luc Besson non saranno originali o niente di fenomenale, ma presentano sempre dei dialoghi forti, decisi e taglienti che rendono la pellicola divertente. Mi riferisco sicuramente a questo Lockout, scritto in collaborazione con i due registi James Mather e Stephen St. Leger, ma anche a Taxxi, Il quinto elemento o Wasabi, per nominare solo alcuni dei titoli meno conosciuti, insomma siamo di fronte a storie con almeno un protagonista maschile che spacca. Jean Reno in Wasabi, Bruce Willis per Il quinto elemento e il meno conosciuto Samy Naceri protagonista della serie Taxxi. In Lockout abbiamo un grande Guy Pearce, perfetto per il ruolo, convincente in coppia con una buonissima Maggie Grace (Lost School). Film d'azione leggero e veloce come un piatto estivo, che mi ha fatto sentire piacevolmente sospeso, ideale con questo caldo canicolare che fa sciogliere le giunture delle gambe e delle braccia.
|
14 luglio 2012
Tyrannosaur
![]() regia Paddy Considine sceneggiatura Paddy Considine anno 2011 genere Drammatico cast Peter Mullan, Olivia Colman ![]() ![]() ![]() | La grandezza di questa pellicola ruota tutta attorno alla mastodontica prestazione di Peter Mullan. Il suo personaggio, tirato giù da mille problemi, attraversa momenti grigi, non si considera neppure un bella persona, un coglione si definisce. Tra alcool e rabbia repressa rischia di far sfociare nel modo peggiore quello che si tiene dentro, sempre sul filo di lana, lunatico e nevrotico. Proprio questa sua facile irritabilità lo porta a compiere gesti disperati. L'incontro con la buona Hannah, proprietaria di un Charity shop, gli dà la forza di credere in qualcosa di concreto e poter così dare una svolta alla sua vita, trovandosi perfino a dover vestire i panni della persona responsabile per difendere la buona Hannah da un triste destino. Film tanto, troppo drammatico. Drammatico in ogni sequenza, drammatico nei vestiti, nelle pettinature. Drammatico persino nelle scarpe. Vari stati problematici colorano la scena di un grigio piatto, perfetto per rappresentare il cattivo stato d'animo dei personaggi, logorante se siete in cerca di supporto. Il sole appare dopo un finale sconvolgente, per segnalare la liberazione dall'enorme incudine che incombeva sulle loro teste protagoniste. Perfetta la voce vissuta di Peter Mullan.
|
11 luglio 2012
The Way Back
![]() regia Peter Weir sceneggiatura Peter Weir soggetto Sławomir Rawicz anno 2010 genere Drammatico cast Jim Sturgess, Colin Farrell, Ed Harris, Saoirse Ronan, Mark Strong, Dragoş Bucur, Gustaf Skarsgård ![]() | Questa storia prende spunto, non so quanto fedelmente, dai fatti realmente accaduti al tenente polacco Sławomir Rawicz, durante la Seconda Guerra Mondiale. Il suo periodo di prigionia in un Gulag siberiano e la successiva fuga fino all'India, vengono raccontati nel libro scritto dal ghostwriter Ronald Downing, uscito in Italia con il titolo Tra noi e la libertà. Ormai l'autore accreditato è il solo Sławomir Rawicz, morto nel 2004, protagonista di una epica traversata transiberiana, intercontinentale, attraverso una spaventosa catena montuosa, poi il deserto del Gobi e tutto combattendo contro la sete e le bassissime temperature. Il titolo originale del libro secondo me rimane perfetto, The Long Walk, una lunga epica marcia di 6500 Km, una distanza che fa venire le vertigini solo pensandola. Inoltre si pone la nostra attenzione sulle motivazioni che hanno indotto questa assurda marcia, quelle circostanze ignobili narrate dalle quali fuggire, sottolineando quanto la libertà sia importante, magnifica e terribilmente difficile da ottenere. Il gruppo rimane il punto forte del nostro film, l'unione tra persone totalmente differenti colpevoli solo di essersi trovate nello stesso campo di prigionia, ai lavori forzati. Anche la diversità degli attori in scena la considero punto di forza del film: Colin Farrell, Ed Harris e Jim Sturgess coprono un buon terreno, operazione di casting che riesce ad accontentare le richieste più disparate degli spettatori. Peter Weir, regista di grandi classici e grandi capolavori, dimostra ancora una volta di essere capace di spremere gli attori fino a farli apparire alla n-esima potenza, disposti anche a sacrificarsi per la storia, come del resto si sacrificarono i prigionieri per ottenere la libertà. Il professor Keating ci insegnò, citando Walt Whitman: "E risuona il mio barbarico YAWP sopra i tetti del mondo."
|
08 luglio 2012
Il signore dello zoo
![]() regia Frank Coraci sceneggiatura Nick Bakay, Rock Reuben, Kevin James, Jay Scherick, David Ronn soggetto David Ronn, Jay Scherick anno 2011 genere Commedia cast Kevin James, Rosario Dawson, Leslie Bibb, Ken Jeong, Donnie Wahlberg | La storia di un tizio che non vede la collega "semplice ma comunque sexy" innamorata di lui ma che perde la testa per una super-stronza. Per conquistare la super-stronza ascolta i consigli degli animali... non sto scherzando, gli animali dello zoo lo aiutano a conquistare la super-stronza. DAVVERO! Alla fine si mette con la la collega "semplice ma comunque sexy"... il grande aiuto! Evidentemente nel 2011 tiravano molto i parchi zoologici a tal punto che il signor Hollywood ha deciso di sfornare tanti film a tema. Il noiosissimo film La mia vita è uno zoo e questo. Entrambi riuscitissimi. Un incrocio tra Madagascar e Hitch - Lui sì che capisce le donne. Un mix a cui dobbiamo aggiungere un regista da Adam Sandler e il piatto è servito. Commediola per famiglie, l'etichetta che si porta appresso dalla prima all'ultima scena. La morale come per tutti gli altri film romantici di basso rango: SII TE STESSO. Verrebbe da dire: ma io sono un asino. Allora: sii un asino. Vabbè. Assolutamente da vedere... io l'ho visto mo ve lo vedete pure voi! In Italia manco l'hanno fatto uscire al cinema, direttamente in dvd ahahaha
|
05 luglio 2012
Take Shelter
![]() regia Jeff Nichols sceneggiatura Jeff Nichols anno 2011 genere Drammatico cast Michael Shannon, Jessica Chastain, Shea Whigham, Kathy Baker | They've been preparing for some weeks now For when the crucial moment comes To take their refuge in the shelter Let them prepare for what will come Questi versi introduttivi sono presi da un brano heavy metal e sintetizzano abbastanza fedelmente la trama se non fosse per quel "They", loro. No, Lui si sta preparando da alcune settimane. Preparando come parola non andrebbe bene, si potrebbe scovare qualche sinonimo più appropriato che possa ricondurre alla schizofrenia paranoide di Curtis LaForche, per far capire quanto l'alterazione del pensiero sia di primaria importanza in questo delirio onirico. Impressioni visive e sensazioni non permettono alla puntina del grammofono di seguire la traccia impressa sul disco, continuare ad ascoltare rimanendo indifferenti pare impossibile. Dare retta a quanto visto e sentito? Con un escavatore bisogna incominciare a scavare per portare il solco originale alla profondità esatta, per impedire altri salti e fastidiosi disturbi. Cercare di arginare questa sofferenza dando retta alle illusioni. Un sesto senso regolatore garantirebbe la serenità. Si, cedere a queste paranoie! I can't believe all the lying, All the screens are denying That the moments of truth have begun When The Wild Wind Blows, The Final Frontier, Iron Maiden
|
02 luglio 2012
L'armata Brancaleone
![]() regia Mario Monicelli sceneggiatura Age e Scarpelli, Mario Monicelli soggetto Age e Scarpelli, Mario Monicelli anno 1966 genere Commedia, Avventura, Comico, Grottesco, Storico cast Vittorio Gassman Gian Maria Volontè Carlo Pisacane Gianluigi Crescenzi Ugo Fangareggi Catherine Spaak Folco Lulli Barbara Steele Luigi Sangiorgi Maria Grazia Buccella Enrico Maria Salerno ![]() ![]() ![]() | Una delle poche cose certe riguardo al nostro paese è che il cinema nostrano degli anni sessanta-settanta, spaccava. Un'altra delle cose certe è che la pasta come la fanno qui da noi non la fanno da nessuna altra parte. Un'altra cosa ancora è che se c'è Italia - Germania, vince l'Italia (e anche in questo Europeo abbiamo insegnato calcio ai mangiacrauti, si ma vuoi na volta due tre ma non imparano mai?! duri di comprendonio. E anche agli inglesi "calcio perfetto, evviva i nostri stadi". Sulla finale di ieri non dico niente). « Oh, gioveni! Quando vi dico "sequitemi miei pugnaci", dovete sequire et pugnare! Poche fotte! Se no qui stemo a prenderci per le natiche. » E questo è uno di quei film di quegli anni, diventato ormai famosissimo. Credo che tutti almeno una volta abbiano sentito il solo titolo, magari non tutti l'hanno visto, ma il titolo... e anche la canzoncina: Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon! Fiii...Bum! OKey? Brancaleone da Norcia, avventuriero per circostanza, cavaliere nell'anima, inetto di professione, parte per le Puglie alla ricerca dello ricco Feudo. Seguito dai suoi "soci" - tali in quanto all'accordo fatto di spartire in parti uguali le ricchezze del feudo di Aurocastro in Puglia - attraversa lo - in questo post mi viene da usare "lo" al posto di "il", apparentemente per nessun motivo - Bel Paese. Ma vuoi lo spirito dello nostro protagonista o l'intemperanza dello malo caballo Aquilante, prima di arrivare nella terra rossa si perdono in questo e quello - come direbbero gli Eelst, musici dello moderno tempo -. Insomma: imprevisti, deviazioni di percorso e circostanze paradossali. Personaggio stampato sul volto di Vittorio Gassman, prestazione strepitosa sia nella recitazione espressiva che verbale, con quella stramba parlata pseudolatina-volgare-dialettale e medievale. Medioevo nelle locazioni tipiche italiche, oggigiorno (che comprende il '66) mete turistiche ormai rinomate, e Medioevo negli splendidi costumi eccellenti, stupendamente vissuti ed comicamente esagerati. Medioevo pure nello spirito, zitti zitti e cacchi cacchi Age, Scarpelli e Monicelli hanno fatto una bella panoramica del nostro paese che fu, certo con qualche incongruenza storica (poche), facendo trapelare perfettamente il clima dell'epoca. Manigoldi, guardate! Lo cavaliere tiene al gruppo come un comandante di una nave tiene alla propria ciurma e alla fine pure il manipolo di scapestrati lo riconosce come tale. Questa, signori e signore è l'armata di Brancaleone. Un'armata veloce et ardita che sia veltro e lione al tempo istesso! Ormai il termine è entrato nel linguaggio comune: "io e te semo 'n'armata brancaleone" no scherzo; questa "armata brancaleone riesce ad arrivare in finale" o "partito organizzato come un'armata brancaleone" o "l'armata brancaleone che governa il paese". Questo film non è circoscrivibile ad un solo genere cinematografico, perchè riesce ad essere commedia e dramma, avventuroso e comico, maccheronico e grottesco. Per le molteplici similitudini con il Don Chisciotte della Mancia di Cervantes, si potrebbe quasi definirlo picaresco. Sarebbe un grosso delitto racchiudere in un solo campo un film tanto completo. Non ha bisogno di limiti. Non so voialtri ma al mio modesto parere, quando ciò accade, considero l'opera un Capolavoro. DOV' E' IL PIGLIO DELL'UOMO D'ARMI ? VIA LE GRANDI LORDURE ! VIA GLI STRACCI PENDULI, LE "CACCAVELLE" E I VELLI. DISCIPLINA. FUORI I PETTI, SIAMO L'ARMATA BRANCALEONE, SANGUE DI GIUDA.
|
17 giugno 2012
Quell'uomo gridava gelati a Euro 2,012
E quel pirla sugli spalti che ci rallegra la giornata. Non so voi ma quando vengono inquadrati gli spalti, spero sempre di trovarci un bel pirla. In questa edizione dell'europeo sono di moda le tute full body e il mondo diventa un posto migliore quando appare un macchia nera.
12 giugno 2012
Gruppo D - Euro 2012 - 11 giugno
| Francia | 1 – 1 | Inghilterra |
| L'insopportabile Francia finalmente diventa squadra di calcio grazie al signor allenatore che si ritrovano. Ammiro tantissimo Laurent Blanc. Purtroppo in larga parte i calciatori mi stanno sulle balle. Anche l'Inghilterra non scherza sotto questo punto di vista. Inglesi sottotono Vs francesi supermotivati. Comunque, a sprazzi, veramente una bella gara. | ||
| Ucraina | 2 – 1 | Svezia |
| Partita (noiosissima) che conclude la prima tornata dei quattro gironi. Per una buona mezz'ora non sembra neanche una partita di calcio, poi Ibra e qualcun'altro hanno incominciato a "giocare". Niente, brutta partita... poi tifavo pure Svezia. Si chiude la panoramica sulle squadre delle primissime partite di andata di ciascun girone. Bilancio finale mette in risalto solo la Russia, squadra che tiferò fino alla fine della competizione insieme alla nostra maltrattata Italia. Ci risentiamo dopo la fase a gironi. See you later! | ||
11 giugno 2012
Gruppo C - Euro 2012 - 10 giugno
| Spagna | 1 – 1 | Italia |
| Concentratissimi, preparati e con una volontà d'acciaio inossidabile, i calciatori italiani sono riusciti a tenere testa alla squadra detentrice del titolo. Ma la concentrazione richiede energia. Sul finale i minuti si sono fatti sentire sulle gambe e nel cervello. Buon risultato. Bella formazione quella di Prandelli, disposta bene tatticamente. | ||
| Irlanda | 1 – 3 | Croazia |
| Croazia leggermente più forte dell'Irlanda. Sfrutta tre rocambolesche occasioni da rete, a colpi di testa riesce a spegnere le speranze irlandesi. Forti fisicamente i calciatori di entrambe le nazionali, ma anche cicciottelli e alti e vecchi. Una partita molto noiosa e abbastanza statica. Meglio non fidarsi. | ||
10 giugno 2012
Gruppo B - Euro 2012 - 9 giugno
| Olanda | 0 – 1 | Danimarca |
| Oh, la Danimarca al primo tiro in porta fa gol. D'altra parte non è che l'Olanda | ||
| Germania | 1 – 0 | Portogallo |
| Nel girone di ferro sono presenti anche queste due nazionali. La Germania che ci ha abituato ad un gioco veloce e pungente, ieri sera sembrava irriconoscibile, tranne nell'occasione del gol nella quale è stata veloce e pungente. C.Ronaldo invece non pervenuto, nonostante il suo atteggiamento da "io so' io". Germania batte C.Ronaldo uno a zero. Girone di ferro però... nessuna squadra sembrava de fero. | ||
09 giugno 2012
Gruppo A - Euro 2012 - 8 giugno
| Polonia | 1 – 1 | Grecia |
| Nel secondo tempo entra Salpigidis: salta gli avversari, corre, ride, segna, prende qualche pugno e mangia pop corn. Io tifavo Polonia. | ||
| Russia | 4 – 1 | Repubblica Ceca |
| Con una squadra che mi appassiona almeno quanto quella olandese dell'ultimo mondiale, la Russia butta sempre una palla in area e sempre riesce ad andare al tiro. Centocinquanta tiri sono di Keržakov, tutti fuori. Guarda te quanto sono forti Dzagoev & Aršavin... Russia crea spazio e gigioneggia senza gigioneggiare (!). | ||
Iscriviti a:
Commenti (Atom)












































