10 agosto 2012

Per un paio di settimane, mi sono convinto di essere un limone. Mi divertivo a saltare in continuazione dentro e fuori da un gin tonic

Vi ricordate quando nel post precedente parlavo della Fantascienza Senza Effetti Speciali, bene questo film che mi è capitato di vedere è l'esatto opposto. Definibile Fantascienza Con Solo Effetti Speciali. Varie citazioni e omaggi ai Seventies Vintage Sci-Fi, quelli psichedelici patinati e stroboscopici. Tre qualità che insieme probabilmente non si sono mai viste, comunque. E il film che ne è uscito fuori sembra un miscuglio di idee venute al regista guardandosi di seguito 2001:Odissea nello spazio, 1984 il film, L'uomo che fuggì dal futuro (neanche uno psichedelico, patinato e stroboscopico, ma ok) e altri film che adesso non mi vengono in mente, tutti uno dietro l'altro. Gioco forza la sua immaginazione ha incominciato a tirargli scherzi strani... dritto in testa però, stordendolo completamente. (da qui il titolo, che per onor di cronaca mi sento di doverne citare la fonte, visto che l'altra volta mi sono dimenticato: frase presa da La vita, l'universo e tutto quanto di Douglas Adams per questo post, e da Il tristo mietitore di Terry Pratchett per il post della della scorsa volta).
Questo film era Beyond the Black Rainbow.

Poi si passa, sempre per permettere ai mattoncini del domino di proseguire il percorso minuziosamente predisposto, all'italiano film incentrato sul negozio di vecchie passioni Seventies. Tutte le cianfrusaglie raccattate, appartenute a vecchi prorprietari ormai scomparsi, messe in vendita in un bel localino a tema. Le storie amorose dei tre giovani dipendenti e di un proprietario con debiti fino al collo, sono all'ordine del film. Dai, non male. Questo, Febbre da fieno.



s.v.
perché è strano...
non so come spiegarlo...*


6,5


* troppi interrogativi, si capisce poco e un cazzo, e il nome della protagonista viene ripetuto all'ossessione. La fotografia è bella, sì... però ragazzi...

06 agosto 2012

E questa è la stanza in cui il futuro si riversa nel passato, attreverso il batter d'occhi dell'adesso

Rieccomi, ciao. Allora, per prima cosa volevo segnalare al mondo che finalmente ho cominciato a vedere la serie britannica del Doctor Who e sono già un adepto dell'undicesimo dottore, impersonato da Matt Smith. Proprio per la sua presenza ho recuperato il film di Fantascienza Senza Effetti Speciali del regista ungherese Benedek Fliegauf dal titolo Womb. Lo dico, forse per la settima volta, che adoro il genere Fantascienza Senza Effetti Speciali, non ci sono storie forse il mio genere preferito e il migliore che mai sia stato concepito da sempre. Questo Womb riprende il tema interessante della clonazione, la sua etica e quello che comporta nelle relazioni sociali. Molto più pellicola sentimentale che fantascientifica e ricorda molto Non lasciarmi (Never Let Me Go) di Mark Romanek anche se mantiene livelli più seriosi/drammatici/maturi.
Per seguire e per consentire all'effetto domino di proseguire la sua corsa, ho recuperato un film di un altro regista ungherese, chiamato György Pálfi. Il film si intitola Taxidermia e lo dico subito non è del genere Fantascienza Senza Effetti Speciali anche se potrebbe sembrare. Grottesco in maniera innocua, ma stomachevole in maniera aggressiva. Davvero nauseante non perchè faccia schifo ma per la disciplina olimpica - visto che siamo in periodo di discipline olimpioniche - svolta dal protagonista della generazione intermedia (tre generazioni in totale narrate nel film). VOMITARE!!! Poi la chicca finale del figlioccio che si auto-imbalsama... et voilà!


Voto: 7,75

Voto: 7,01

23 luglio 2012

The Twilight Samurai



regia Yôji Yamada
sceneggiatura Yôji Yamada, Yoshitaka Asama
soggetto Shûhei Fujisawa
anno 2002
genere Drammatico
cast Hiroyuki Sanada, Rie Miyazawa, Nenji Kobayashi, Ren Osugi, Mitsuru Fukikoshi, Hiroshi Kanbe





Tasogare Seibei
- Il samurai del crepuscolo -
Siamo nel periodo Edo dello Shogunato Tokugawa, verso la fine dell'epoca dei samurai. Ma la guerra tra i clan, ciascuna con regole ferree, ancora è in atto. In quel momento rischiare la vita per una questione di clan risulta veramente assurdo. Non è assurdo invece il motivo per cui Seibei decide di compiere un incarico rischioso. La sua rendita mensile di 50 koku non gli permette la tranquillità. La sua dura vita è iniziata a diventare sempre più ardua con la tisi presa dalla moglie. Con la morte della donna il nostro samurai si è trovato solo a badare alle due giovani figlie e all'anziana madre (affetta dal morbo di Alzheimer). La sua abilità con la spada nel corso degli anni è risultata sempre più inutile, pur rimanendo sempre un ottimo samurai. Dal carattere calmo, l'animo gentile, senza nessuna ambizione personale e con l'unico scopo di crescere le figlie che vede solo dopo la giornata lavorativa, con il crepuscolo.



Una bellissima poesia sui valori assoluti di un uomo: la salute, il mestiere e la famiglia. Capire questi valori e rispettarli fanno la differenza tra un semplice uomo e un uomo semplice. Un uomo semplice ha tutto. L'umiltà del samurai Seibei dimostra proprio questo, la sua forza depositata per fare spazio alla pazienza, possibile solo grazie all'amore per le figlie. Il sensei Yoji Yamada ci insegna questo e molto altro, in questa bellissima poesia.

9

20 luglio 2012

Cyrus



regia Jay e Mark Duplass
sceneggiatura Jay e Mark Duplass
anno 2010
genere comedy-drama
cast John C. Reilly, Marisa Tomei, Jonah Hill, Catherine Keener, Matt Walsh

Una donna che conosce un tipo ad una festa. I due cominciano a frequentarsi ma tra loro si incunea il figlio di lei, ancora troppo attaccato alla madre. Gestire la relazione per l'uomo non diventa semplice, la questione si fa delicata, a tratti abbastanza triste.
Risulta quasi imbarazzante osservare quello che accade.
Commedia che sa essere veramente angosciante, molto più drammatica di quanto si possa aspettare. Una serie di situazioni disagevoli che arrivano addirittura a soffocare John Kilpatrick, interpretato da un sincero John C. Reilly, gli impedendiscono di superare una fase depressiva in stallo da troppo tempo, precisamente dal divorzio con la moglie. John C. Reilly sta diventando sempre più un grande attore di quelli che piacciono a me, soprattutto dopo una serie di film come Walk Hard - La storia di Dewey Cox, Aiuto vampiro o We Need To Talk About Kevin. Il co-protagonista che da il titolo al film viene impersonato dalla stella nascente Jonah Hill, in un ruolo complesso e scomodo, che deve adattarsi per la prima volta alla lontananza e fronteggiare frequenti attacchi di panico. La super accattivante Marisa Tomei sempre perfetta, impossibile non avere una cotta per lei. La Tomei e Reilly ci regalano una delle scene più cult del decennio, quella del karaoke sulle note della "più bella canzone che sia mai stata incisa" - per citare il personaggio di John C. Reilly - Don't You Want Me del gruppo inglese The Human League, "canzone da ballare".

7

17 luglio 2012

Lockout



regia James Mather, Stephen St. Leger
sceneggiatura James Mather, Stephen St. Leger, Luc Besson
anno 2012
genere Azione, Sci-Fi
cast Guy Pearce, Maggie Grace, Peter Stormare, Lennie James, Vincent Regan, Joseph Gilgun






Un uomo nello spazio per salvare la figlia del presidente. Un milione abbondante di carcerati incazzati. L'astronave di sfondo è il penitenziario spaziale MS One.
Bisogna sapere che i prigionieri del penitenziario spaziale vengono tenuti in stasi, per anni dentro cubicoli, riportando chissà quali danni mentali. La figlia del presidente si trova lì per studiare gli effetti di questa stasi quando si accende la rivolta. L'uomo chiamato ad aiutarla deciderà di salire sulla MS One soprattutto per risolvere una questione personale.



Le sceneggiature scritte da Luc Besson non saranno originali o niente di fenomenale, ma presentano sempre dei dialoghi forti, decisi e taglienti che rendono la pellicola divertente. Mi riferisco sicuramente a questo Lockout, scritto in collaborazione con i due registi James Mather e Stephen St. Leger, ma anche a Taxxi, Il quinto elemento o Wasabi, per nominare solo alcuni dei titoli meno conosciuti, insomma siamo di fronte a storie con almeno un protagonista maschile che spacca. Jean Reno in Wasabi, Bruce Willis per Il quinto elemento e il meno conosciuto Samy Naceri protagonista della serie Taxxi. In Lockout abbiamo un grande Guy Pearce, perfetto per il ruolo, convincente in coppia con una buonissima Maggie Grace (Lost School). Film d'azione leggero e veloce come un piatto estivo, che mi ha fatto sentire piacevolmente sospeso, ideale con questo caldo canicolare che fa sciogliere le giunture delle gambe e delle braccia.

7

14 luglio 2012

Tyrannosaur



regia Paddy Considine
sceneggiatura Paddy Considine
anno 2011
genere Drammatico
cast Peter Mullan, Olivia Colman





La grandezza di questa pellicola ruota tutta attorno alla mastodontica prestazione di Peter Mullan. Il suo personaggio, tirato giù da mille problemi, attraversa momenti grigi, non si considera neppure un bella persona, un coglione si definisce. Tra alcool e rabbia repressa rischia di far sfociare nel modo peggiore quello che si tiene dentro, sempre sul filo di lana, lunatico e nevrotico. Proprio questa sua facile irritabilità lo porta a compiere gesti disperati.
L'incontro con la buona Hannah, proprietaria di un Charity shop, gli dà la forza di credere in qualcosa di concreto e poter così dare una svolta alla sua vita, trovandosi perfino a dover vestire i panni della persona responsabile per difendere la buona Hannah da un triste destino.


Immagine dal set: Paddy Considine e Peter Mullan

Film tanto, troppo drammatico. Drammatico in ogni sequenza, drammatico nei vestiti, nelle pettinature. Drammatico persino nelle scarpe. Vari stati problematici colorano la scena di un grigio piatto, perfetto per rappresentare il cattivo stato d'animo dei personaggi, logorante se siete in cerca di supporto. Il sole appare dopo un finale sconvolgente, per segnalare la liberazione dall'enorme incudine che incombeva sulle loro teste protagoniste. Perfetta la voce vissuta di Peter Mullan.

7,5

11 luglio 2012

The Way Back



regia Peter Weir
sceneggiatura Peter Weir
soggetto Sławomir Rawicz
anno 2010
genere Drammatico
cast Jim Sturgess, Colin Farrell, Ed Harris, Saoirse Ronan, Mark Strong, Dragoş Bucur, Gustaf Skarsgård

Questa storia prende spunto, non so quanto fedelmente, dai fatti realmente accaduti al tenente polacco Sławomir Rawicz, durante la Seconda Guerra Mondiale. Il suo periodo di prigionia in un Gulag siberiano e la successiva fuga fino all'India, vengono raccontati nel libro scritto dal ghostwriter Ronald Downing, uscito in Italia con il titolo Tra noi e la libertà. Ormai l'autore accreditato è il solo Sławomir Rawicz, morto nel 2004, protagonista di una epica traversata transiberiana, intercontinentale, attraverso una spaventosa catena montuosa, poi il deserto del Gobi e tutto combattendo contro la sete e le bassissime temperature. Il titolo originale del libro secondo me rimane perfetto, The Long Walk, una lunga epica marcia di 6500 Km, una distanza che fa venire le vertigini solo pensandola. Inoltre si pone la nostra attenzione sulle motivazioni che hanno indotto questa assurda marcia, quelle circostanze ignobili narrate dalle quali fuggire, sottolineando quanto la libertà sia importante, magnifica e terribilmente difficile da ottenere.
Il gruppo rimane il punto forte del nostro film, l'unione tra persone totalmente differenti colpevoli solo di essersi trovate nello stesso campo di prigionia, ai lavori forzati. Anche la diversità degli attori in scena la considero punto di forza del film: Colin Farrell, Ed Harris e Jim Sturgess coprono un buon terreno, operazione di casting che riesce ad accontentare le richieste più disparate degli spettatori.
Peter Weir, regista di grandi classici e grandi capolavori, dimostra ancora una volta di essere capace di spremere gli attori fino a farli apparire alla n-esima potenza, disposti anche a sacrificarsi per la storia, come del resto si sacrificarono i prigionieri per ottenere la libertà. Il professor Keating ci insegnò, citando Walt Whitman: "E risuona il mio barbarico YAWP sopra i tetti del mondo."

7,5

08 luglio 2012

Il signore dello zoo



regia Frank Coraci
sceneggiatura Nick Bakay, Rock Reuben, Kevin James, Jay Scherick, David Ronn
soggetto David Ronn, Jay Scherick
anno 2011
genere Commedia
cast Kevin James, Rosario Dawson, Leslie Bibb, Ken Jeong, Donnie Wahlberg
La storia di un tizio che non vede la collega "semplice ma comunque sexy" innamorata di lui ma che perde la testa per una super-stronza. Per conquistare la super-stronza ascolta i consigli degli animali... non sto scherzando, gli animali dello zoo lo aiutano a conquistare la super-stronza. DAVVERO! Alla fine si mette con la la collega "semplice ma comunque sexy"... il grande aiuto!
Evidentemente nel 2011 tiravano molto i parchi zoologici a tal punto che il signor Hollywood ha deciso di sfornare tanti film a tema. Il noiosissimo film La mia vita è uno zoo e questo. Entrambi riuscitissimi.
Un incrocio tra Madagascar e Hitch - Lui sì che capisce le donne. Un mix a cui dobbiamo aggiungere un regista da Adam Sandler e il piatto è servito. Commediola per famiglie, l'etichetta che si porta appresso dalla prima all'ultima scena.
La morale come per tutti gli altri film romantici di basso rango: SII TE STESSO. Verrebbe da dire: ma io sono un asino. Allora: sii un asino. Vabbè.
Assolutamente da vedere... io l'ho visto mo ve lo vedete pure voi! In Italia manco l'hanno fatto uscire al cinema, direttamente in dvd ahahaha

5

05 luglio 2012

Take Shelter



regia Jeff Nichols
sceneggiatura Jeff Nichols
anno 2011
genere Drammatico
cast Michael Shannon, Jessica Chastain, Shea Whigham, Kathy Baker
They've been preparing for some weeks now
For when the crucial moment comes
To take their refuge in the shelter
Let them prepare for what will come


Questi versi introduttivi sono presi da un brano heavy metal e sintetizzano abbastanza fedelmente la trama se non fosse per quel "They", loro. No, Lui si sta preparando da alcune settimane. Preparando come parola non andrebbe bene, si potrebbe scovare qualche sinonimo più appropriato che possa ricondurre alla schizofrenia paranoide di Curtis LaForche, per far capire quanto l'alterazione del pensiero sia di primaria importanza in questo delirio onirico. Impressioni visive e sensazioni non permettono alla puntina del grammofono di seguire la traccia impressa sul disco, continuare ad ascoltare rimanendo indifferenti pare impossibile. Dare retta a quanto visto e sentito? Con un escavatore bisogna incominciare a scavare per portare il solco originale alla profondità esatta, per impedire altri salti e fastidiosi disturbi. Cercare di arginare questa sofferenza dando retta alle illusioni. Un sesto senso regolatore garantirebbe la serenità. Si, cedere a queste paranoie!

I can't believe all the lying,
All the screens are denying
That the moments of truth have begun

When The Wild Wind Blows, The Final Frontier, Iron Maiden

8

02 luglio 2012

L'armata Brancaleone



regia Mario Monicelli
sceneggiatura Age e Scarpelli, Mario Monicelli
soggetto Age e Scarpelli, Mario Monicelli
anno 1966
genere Commedia, Avventura, Comico, Grottesco, Storico
cast Vittorio Gassman
Gian Maria Volontè
Carlo Pisacane
Gianluigi Crescenzi
Ugo Fangareggi
Catherine Spaak
Folco Lulli
Barbara Steele
Luigi Sangiorgi
Maria Grazia Buccella
Enrico Maria Salerno






Una delle poche cose certe riguardo al nostro paese è che il cinema nostrano degli anni sessanta-settanta, spaccava. Un'altra delle cose certe è che la pasta come la fanno qui da noi non la fanno da nessuna altra parte. Un'altra cosa ancora è che se c'è Italia - Germania, vince l'Italia (e anche in questo Europeo abbiamo insegnato calcio ai mangiacrauti, si ma vuoi na volta due tre ma non imparano mai?! duri di comprendonio. E anche agli inglesi "calcio perfetto, evviva i nostri stadi". Sulla finale di ieri non dico niente).

« Oh, gioveni! Quando vi dico "sequitemi miei pugnaci", dovete sequire et pugnare! Poche fotte! Se no qui stemo a prenderci per le natiche. »

E questo è uno di quei film di quegli anni, diventato ormai famosissimo. Credo che tutti almeno una volta abbiano sentito il solo titolo, magari non tutti l'hanno visto, ma il titolo... e anche la canzoncina: Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon! Fiii...Bum! OKey?
Brancaleone da Norcia, avventuriero per circostanza, cavaliere nell'anima, inetto di professione, parte per le Puglie alla ricerca dello ricco Feudo. Seguito dai suoi "soci" - tali in quanto all'accordo fatto di spartire in parti uguali le ricchezze del feudo di Aurocastro in Puglia - attraversa lo - in questo post mi viene da usare "lo" al posto di "il", apparentemente per nessun motivo - Bel Paese. Ma vuoi lo spirito dello nostro protagonista o l'intemperanza dello malo caballo Aquilante, prima di arrivare nella terra rossa si perdono in questo e quello - come direbbero gli Eelst, musici dello moderno tempo -. Insomma: imprevisti, deviazioni di percorso e circostanze paradossali.
Personaggio stampato sul volto di Vittorio Gassman, prestazione strepitosa sia nella recitazione espressiva che verbale, con quella stramba parlata pseudolatina-volgare-dialettale e medievale. Medioevo nelle locazioni tipiche italiche, oggigiorno (che comprende il '66) mete turistiche ormai rinomate, e Medioevo negli splendidi costumi eccellenti, stupendamente vissuti ed comicamente esagerati. Medioevo pure nello spirito, zitti zitti e cacchi cacchi Age, Scarpelli e Monicelli hanno fatto una bella panoramica del nostro paese che fu, certo con qualche incongruenza storica (poche), facendo trapelare perfettamente il clima dell'epoca. Manigoldi, guardate!
Lo cavaliere tiene al gruppo come un comandante di una nave tiene alla propria ciurma e alla fine pure il manipolo di scapestrati lo riconosce come tale. Questa, signori e signore è l'armata di Brancaleone. Un'armata veloce et ardita che sia veltro e lione al tempo istesso!
Ormai il termine è entrato nel linguaggio comune: "io e te semo 'n'armata brancaleone" no scherzo; questa "armata brancaleone riesce ad arrivare in finale" o "partito organizzato come un'armata brancaleone" o "l'armata brancaleone che governa il paese".
Questo film non è circoscrivibile ad un solo genere cinematografico, perchè riesce ad essere commedia e dramma, avventuroso e comico, maccheronico e grottesco. Per le molteplici similitudini con il Don Chisciotte della Mancia di Cervantes, si potrebbe quasi definirlo picaresco. Sarebbe un grosso delitto racchiudere in un solo campo un film tanto completo. Non ha bisogno di limiti. Non so voialtri ma al mio modesto parere, quando ciò accade, considero l'opera un Capolavoro.

DOV' E' IL PIGLIO DELL'UOMO D'ARMI ?
VIA LE GRANDI LORDURE !
VIA GLI STRACCI PENDULI,
LE "CACCAVELLE" E I VELLI.
DISCIPLINA.
FUORI I PETTI,
SIAMO L'ARMATA BRANCALEONE, SANGUE DI GIUDA.


9

17 giugno 2012

Quell'uomo gridava gelati a Euro 2,012

E quel pirla sugli spalti che ci rallegra la giornata. Non so voi ma quando vengono inquadrati gli spalti, spero sempre di trovarci un bel pirla. In questa edizione dell'europeo sono di moda le tute full body e il mondo diventa un posto migliore quando appare un macchia nera.



ooookkkkkeeey!


Due tipici tifosi svedesi


Ritorno alle origini III


L'uomo mascherato


La moda dell'anno


ehm...


Ma chi è? CHI E'?


L'idolo dei gialappi e anche mio se non dell'umanità


Zorro, che non vuole farsi riconoscere

12 giugno 2012

Gruppo D - Euro 2012 - 11 giugno

Francia1 – 1Inghilterra
L'insopportabile Francia finalmente diventa squadra di calcio grazie al signor allenatore che si ritrovano. Ammiro tantissimo Laurent Blanc. Purtroppo in larga parte i calciatori mi stanno sulle balle. Anche l'Inghilterra non scherza sotto questo punto di vista. Inglesi sottotono Vs francesi supermotivati. Comunque, a sprazzi, veramente una bella gara.
Ucraina2 – 1Svezia
Partita (noiosissima) che conclude la prima tornata dei quattro gironi. Per una buona mezz'ora non sembra neanche una partita di calcio, poi Ibra e qualcun'altro hanno incominciato a "giocare". Niente, brutta partita... poi tifavo pure Svezia.


Si chiude la panoramica sulle squadre delle primissime partite di andata di ciascun girone. Bilancio finale mette in risalto solo la Russia, squadra che tiferò fino alla fine della competizione insieme alla nostra maltrattata Italia. Ci risentiamo dopo la fase a gironi. See you later!

11 giugno 2012

Gruppo C - Euro 2012 - 10 giugno

Spagna1 – 1Italia
Concentratissimi, preparati e con una volontà d'acciaio inossidabile, i calciatori italiani sono riusciti a tenere testa alla squadra detentrice del titolo. Ma la concentrazione richiede energia. Sul finale i minuti si sono fatti sentire sulle gambe e nel cervello. Buon risultato. Bella formazione quella di Prandelli, disposta bene tatticamente.
Irlanda1 – 3Croazia
Croazia leggermente più forte dell'Irlanda. Sfrutta tre rocambolesche occasioni da rete, a colpi di testa riesce a spegnere le speranze irlandesi. Forti fisicamente i calciatori di entrambe le nazionali, ma anche cicciottelli e alti e vecchi. Una partita molto noiosa e abbastanza statica. Meglio non fidarsi.

10 giugno 2012

Gruppo B - Euro 2012 - 9 giugno

Olanda0 – 1Danimarca
Oh, la Danimarca al primo tiro in porta fa gol. D'altra parte non è che l'Olanda abbia meritato meritasse (gesto rotatorio dell'avambraccio con mano a conchetta) la vittoria... solito quartetto d'attacco ma la difesa olandese fa acqua, cioè perde acqua... scolapasta ma con i buchi belli grossi. La Danimark con 11 in difesa, contropiede e si ferma senza finalizzare quasi mai. Sorpresona l'Olanda perde.
Germania1 – 0Portogallo
Nel girone di ferro sono presenti anche queste due nazionali. La Germania che ci ha abituato ad un gioco veloce e pungente, ieri sera sembrava irriconoscibile, tranne nell'occasione del gol nella quale è stata veloce e pungente. C.Ronaldo invece non pervenuto, nonostante il suo atteggiamento da "io so' io". Germania batte C.Ronaldo uno a zero.

Girone di ferro però... nessuna squadra sembrava de fero.

09 giugno 2012

Gruppo A - Euro 2012 - 8 giugno

Polonia1 – 1Grecia
Nel secondo tempo entra Salpigidis: salta gli avversari, corre, ride, segna, prende qualche pugno e mangia pop corn. Io tifavo Polonia.
Russia4 – 1Repubblica Ceca
Con una squadra che mi appassiona almeno quanto quella olandese dell'ultimo mondiale, la Russia butta sempre una palla in area e sempre riesce ad andare al tiro. Centocinquanta tiri sono di Keržakov, tutti fuori. Guarda te quanto sono forti Dzagoev & Aršavin... Russia crea spazio e gigioneggia senza gigioneggiare (!).

08 giugno 2012

Euro 2012

UEFA EURO 2012
Polonia - Ucraina


Gruppo A
Polonia
Grecia
Russia
Repubblica Ceca

Gruppo B
Olanda
Danimarca
Germania
Portogallo

Gruppo C
Spagna
Italia
Irlanda
Croazia
Gruppo D
Ucraina
Svezia
Francia
Inghilterra

03 giugno 2012

Dream House



regia Jim Sheridan
sceneggiatura
David Loucka
anno 2011
genere Horror, Thriller
cast Daniel Craig, Rachel Weisz, Naomi Watts, Elias Koteas, Gregory Smith
Esistono case con un passato terribile. Inquilini morti ammazzati che reclamano la propria dignità. Porte dell'inferno pronte per essere spalancate da temibili sette sataniche. Scheletri nascosti negli armadi... Ma nella casa della famiglia Atenton queste cose non succedono! Loro vivono gaiamente. Loro sono felici, Loro sono in armonia con l'universo. Finchè al signor Atenton non girano le lame boomerang...
L'inizio è davvero carino, tutto costruito così bene... ma rifletti e ti chiedi, che c'azzecca Jim Sheridan in tutto ciò? Non può essere un suo film, non ci credi e allora cerchi qualche spiegazione in internet. Ebbene si legge che il regista irlandese per problemi con la Morgan Creek Productions - e presumibilmente in disaccordo con la scarsa sceneggiatura di David Loucka - ha voluto disconoscere il film. Quello che vediamo infatti è il risultato di un montaggio effettuato alle spalle del buon Sheridan.
Un cast più sprecato di questo non esiste nella storia dell'umanità, credo. La pellicola è di una mediocrità tale che risulta quasi imbarazzante vedere Daniel Craig (James Bond), Rachel Weisz, Naomi Watts, Elias Koteas che se ne stanno lì a pettinare le bambole allegramente. C'è perfino Gregory Smith, Ephram Brown, il protagonista di Everwood...
6

02 giugno 2012

And Soon the Darkness



regia Marcos Efron
sceneggiatura Marcos Efron, Jennifer Derwingson
anno 2010
genere Horror, Thriller
cast Amber Heard, Odette Yustman, Karl Urban
A spasso per le verdi brughiere dell'Argentina, una coppia inseparabile di American Girl, trova ospitalità in un carinissimo paesino sperduto nel nulla. In questo posto si trova un piccolo hotel, famoso per avere le prese della corrente incapaci di trattenere una spina. La sfortuna delle due giovani rampolle è che le sveglie funzionano con la corrente elettrica.
Karl Urban detto Michael alloggia nel medesimo hotel e incredibilmente non ci prova con nessuna delle due ragazze. Perchè? Cosa nasconde questa figura? Perchè alloggia in un cazzo di hotel nel paese più vuoto della Patagonia?
Per scoprire queste e molte altre cose dovete vedere il film, che sfoggia nel cast due splendide attrici del calibro di Amber Heard e Odette Yustman. La loro presenza direi che possa bastare per vedere il film, anche perchè rimane poco altro di veramente interessante. La costruzione del mistero sopravvive con merito a qualche carenza di sceneggiatura, segue una linea da thriller-horror piena di solite cose già viste ma mai noiose e permette di non abbandonare la visione dopo pochi minuti.
6

31 maggio 2012

Sucking My Love

Sweet and timely caress, dear babe fulfillin' me
I can feel her heart, it's beating down inside

DIAMOND HEAD - Sucking My Love

27 maggio 2012

Molto forte, incredibilmente vicino



regia Stephen Daldry
sceneggiatura Eric Roth
soggetto
Jonathan Safran Foer
anno 2012
genere Drammatico
cast Thomas Horn, Max von Sydow, Tom Hanks, Sandra Bullock, Viola Davis, John Goodman, Jeffrey Wright, Zoe Caldwell, Hazelle Goodman


" Era passato un anno dalla morte di mio padre, e percepivo che i miei otto minuti con lui stavano finendo. "


il noleggiatore
In una data particolare come quella del settembre 2001 si possono trovare storie tristemente interessanti che rimangono maledettamente ancorate alle terribili vicende incise in quell'undicesimo giorno del mese. Le cose cambiano in un istante, un momento può decidere l'intera esistenza di una persona o addirittura di un intero gruppo di persone. Ma qui limitiamoci a considerare una singola persona, in dettaglio una rimasta intrappolata in una delle torri gemelle, quel fatidico giorno. E che poi magari era lì solo per un appuntamento, questa persona. Nel film questa nostra figura prende le sembianze del signor Thomas Schell, padre di Oskar Schell e marito di Linda Schell. Si riesce a sentire molto forte il peso che viene dato all'attimo: un attimo è l'eternità, un'immenso campo che risucchia tutti i nostri pensieri.
Una pellicola molto frastagliata nella parte introduttiva, mischia tanto e il fatto di dover attingere dal romanzo di Foer la fa sembrare dura. Ma poi vedi lo svolgimento e ti chiedi se quello spezzare non sia voluto e proprio sulle note conclusive ti ritrovi a dover ricredere tutto quello che avevi percepito. Come se ci fosse un cavaliere armato di spada che prima di colpirti con un taglio netto, carica il braccio lentamente molto lentamente. e poi zac ci rimani secco. dritto al cuore.
A momenti alterni il giovanetto irrita, ma ecco l'ingresso di Max von Sydow e tutto passa con questa persona che comunica tutto. Il film cambia, vuol dire che il cavaliere ha incominciato il suo movimento offensivo, la sua carica è finita. La pellicola di per sé non è il massimo, ma vale tanto.

11 settembre 2001, le torri gemelle vengono attaccate da due aerei di linea. Le strutture sulle quali si reggono gli edifici risentono del contraccolpo quasi dopo un'ora e mezza. Un'ora e mezza dopo l'impatto e la prima delle due torri crolla, subito dopo la segue la gemella. Con un passo successivo posso avvicinarmi maggiormente alla questione del film, tirando in ballo una metafora sfruttata dallo stesso protagonista. Più o meno dice quanto segue.
" Se il sole dovesse esplodere, per otto minuti neppure ve ne accorgereste, perchè tanto serve alla luce per viaggiare fino a noi. Per otto minuti, il mondo sarebbe ancora illuminato, e si sentirebbe ancora il calore. "
Quando la torre collassò ne rimase vittima il padre del protagonista. Il film segue la storia ad un anno di distanza. Questo anno equivale agli "otto minuti" che separano il piccolo dalla perdita totale di quello che gli rimane del padre, ricordi, emozioni, sensazioni. Questi otto minuti vorrebbe farli durare una eternità, prima che la luce si spenga per sempre.

7

20 maggio 2012

Bellflower



regia Evan Glodell
sceneggiatura Evan Glodell
soggetto Evan Glodell
anno 2012
genere Drammatico, Azione
cast Evan Glodell, Tyler Dawson, Jessie Wiseman, Rebekah Brandes, Vincent Grashaw

- Le cose andranno male.
- Come fai a saperlo?
- Perché succede sempre così. Ti ferirò e non potrò farci niente.
- Ah, e come sai che non ti ferirò io?
- Ne dubito.

Madre Medusa


Due amici che condividono la passione per un film. Quando erano piccoli registrarono su cassetta Mad Max e lo rividero per centinaia e centinaia di volte, rendendosi ossessionati dall'universo ideato da George Miller. Adesso ricreano armi e veicoli dalle fattezze apocalittiche per prepararsi ad essere i dominatori delle strade quando in un futuro prossimo lo scenario catastrofico diventerà una realtà. Non immaginate troppo perchè il presente si svolge nella periferia di Los Angeles dove Woodrow, uno dei due amici, si innamora di Milly. Aiden, l'altro pazzo amico, continua il progetto "Medusa" senza l'appoggio del fedele compagno. La filosofia di Aiden e Woodrow è quella di muoversi senza rimanere attaccati a nessun luogo, ma quando il loro essere in continuo movimento -lo spostarsi da un posto all'altro- viene meno, il rischio di marcire nel paesino di Milly si fa forte. Livelli di tensione consistente, drammaticità scioccante.
Folle, folle, folle. Una pellicola totalmente fuori dai canoni cinematografici. Anzi mi fermo a una pellicola totalmente fuori. Quasi documentaristica. I protagonisti sono suonati come delle campane e tra citazioni di Lord Humungus e poderose sbronze, passano intere giornate ricreando e testando, in un piazzale abbandonato, strumenti distruttivi. Per fare due esempi... fucile a canne mozze e lanciafiamme. Alla ricerca del veicolo (e chi ha visto Mad Max sa a cosa mi riferisco) raccattano tutto quello che gli capita, rigorosamente con aspetto apocalittico. Si respira odore di cherosene per tutti i centocinque minuti. Immaginate questo film come un lanciafiamme... ecco la fiamma pilota viene accesa subito nell'incipit con questa citazione:

"Lord Humungus non sara' sconfitto"

segue subito dopo una scena con derapata di una macchina super truccata, la Madre Medusa che diventerà il simbolo della storia dei due amici, si potrebbe quasi dire che ne sia figlia perchè quello che noi vediamo è anche la sua genesi. Fiammata. Altra fiammata.
Bellflower spettacolare come una fiammata.
Contorto, sporco, cattivo ma maledettamente straordinario.
8

12 maggio 2012

Mortal Kombat: Legacy




regia Kevin Tancharoen
sceneggiatura Ed Boon
anno 2011
genere Arti marziali

Samantha Tjhia ↝ Kitana
Jolene Tran ↝ Mileena
Ryan Robbins ↝ Raiden
Ian Anthony Dale ↝ Scorpion
Kevan Ohtsji ↝ Sub-Zero
Shane Warren Jones ↝ Cyrax
Fraser Aitcheson ↝ Baraka
Matt Mullins ↝ Johnny Cage
Darren Shahlavi ↝ Kano
Jeri Ryan ↝ Sonya Blade
Michael Jai White ↝ Jax Briggs
Mortal Kombat: Rebirth
All'origine prefazione di un possibile film, poi un plausibile episodio pilota di una web series. Di fatto rimane un cortometraggio che introduce personaggi rudi, molto meno fantasy (rispetto alle prime trasposizioni cinematografiche), in una storia sufficientemente realistica. Crudo e cattivo. Risultato impressionante che stende grazie alla combinazione di tratti horrorifici, clima thriller e dinamiche action. L'intenzione del regista (e ballerino e coreografo) Kevin Tancharoen è quella di stimolare una grossa casa di produzione (Warner Bros.) a riprendere in mano Mortal Kombat per una nuovissima trasposizione, più viva e affascinante. La reazione del pubblico è stata entusiastica ma la big Bros. gli concesse di girare solo una serie ad episodi.

Mortal Kombat: Legacy
Il torneo di Mortal Kombat è il filo conduttore di ogni episodio, in maniera implicita poichè vengono presentati i "candidati" (ciascuno nel suo episodio dedicato) prima dell'inizio effettivo della competizione - un come ci sono arrivati - senza mai scostarsi dal modello introdotto nello strepitoso prologo Mortal Kombat: Rebirth. Della trama non racconto nulla perchè la magia sta tutta nella bravura di regista e soci nel narrare le varie vicende. Gli episodi sono nove, tutti reperibili su YouTube, scritti da Tancharoen, Todd Helbing e Aaron Helbing. Universo completamente rinnovato, un restyling che non si limita ai personaggi cardine della serie videoludica ma che straripa nelle nuove tecniche cinematografiche con stupendi effetti speciali. Su tutti gli episodi, in particolare (anche se li ho trovati tutti deliziosi), ho preferito il sesto dedicato a Raiden e il settimo/ottavo (stesso episodio diviso in due parti) per la storia di Scorpion and Sub Zero.

11 maggio 2012

Eri lì torta sul piatto, sapevo che forse avevi bisogno di aiuto

Il mio nuovo manifesto, ueoh!



P.S.: i Mägo de Oz in realtà non c'entrano niente (titolo del video fuorviante). Il gruppo in questione si chiama Mojinos Escozíos. Il nome della canzone non sono riuscito - purtroppo - a scoprirlo.